Com’è nata la tastiera Qwerty?

Ultimo aggiornamento: 12.07.19

 

La usiamo tutti i giorni sul computer o sul cellulare, ma come è nata la tastiera Qwerty? Sappiamo che il nome deriva dalle prime cinque lettere che sono state messe in fila sulla prima riga: da dove deriva questa idea?

 

Partiamo dalla fine dell’Ottocento

Christopher Latham Sholes, un inventore americano, firmò nel 1873 un contratto, insieme ai suoi soci, con la Remington, per la produzione di ben mille macchine da scrivere: nacque così la Remington No. 1.

Questo prodotto aveva la caratteristica di poter scrivere solo con lettere maiuscole e di imprimere una scrittura cieca, ovvero, durante la digitazione, i caratteri erano nascosti dalla macchina mentre venivano messi sulla carta tramite l’inchiostro.

In questo modo viene messo in commercio, per la prima volta, un prodotto dotato di tastiera Qwerty: certo, ben diversa da quella che conosciamo, ma talmente valida da resistere tutti questi secoli al progresso della tecnologia.

 

 

L’arrivo della prima macchina da scrivere

Questa tastiera è talmente in voga da non essere sorpassata neppure da un’invenzione pratica come il touchscreen. Ma come e perché viene inventata? Dobbiamo nuovamente fare un passo indietro e tornare nell’Ottocento, quando Latham Sholes, che era tipografo di professione, decide di dedicare il suo tempo libero alle invenzioni.

A Milwaukee era molto in voga l’officina di Charles F. Kleinsteuber, dove tutti coloro che amavano sperimentare nuovi prodotti solevano stare e usarla come punto di riferimento. Proprio qui, nel 1860, Latham Sholes insieme a Samuel W. Soulè iniziò a lavorare a una macchina in grado di numerare oggetti in serie, come biglietti o le pagine di un libro.

Il brevetto arrivò nel 1864, quando si ebbe quindi il primo tentativo di quella che sarebbe diventata, in futuro, una macchina da scrivere. A questi due soci si unì presto Glidden, che ebbe una grande intuizione: se il prodotto poteva stampare i numeri, era sicuramente in grado di stampare anche delle lettere.

Dopo aver lavorato per un po’ su questo nuovo modello, nel 1868 riuscirono a brevettare questo nuovo macchinario, molto simile a una pianola come forma e a una telescrivente come funzionalità. Le lettere erano infatti disposte in ordine alfabetico e, ogni volta che era messa in moto, imprimeva sulla carta i caratteri.

 

Perché nasce la tastiera Qwerty? La leggenda

Perché dunque da questo primo modello si giunse a quello della Remington, con una disposizione delle lettere completamente diversa? Sembra che la tastiera Qwerty facesse in modo di non far inceppare la macchina: infatti, con due leve portacaratteri poste accanto, qualora le si azionasse molto velocemente, il rischio che si correva era proprio questo.

Spostando la posizione delle lettere, dunque, si evitava questo problema, anche se, naturalmente, la velocità di scrittura del dattilografo ne risentiva abbondantemente. Un altro fattore che avrebbe influenzato questa scelta sarebbe stata anche una questione di marketing: con questa collocazione, infatti, scrivere la parola typewriter diventava più immediato.

 

La vera motivazione

Queste ipotesi furono a lungo ritenute valide, fino al 2013, quando Koichi Yasuoka e Motoko Yasuoka, ricercatori giapponesi, decisero di esplorare a fondo la faccenda, per vederci chiaro. Il loro ragionamento, effettivamente, segue un filo logico: la macchina da scrivere non potè essere sperimentata per prima dai dattilografi, che ancora non esistevano, ma dai telegrafisti. Furono quindi questi lavoratori a stabilire la corretta posizione delle lettere quando Sholes e soci stavano progettando la loro invenzione.

La disposizione dei tasti, infatti, doveva rispondere alle esigenze del telegrafista, che doveva decifrare il codice Morse e trascrivere velocemente il messaggio con le lettere. Inoltre era necessario attendere di ricevere tutta la sequenza per verificare che il carattere da trascrivere fosse quello corretto. Per questa ragione, dunque, le lettere vennero rimescolate fino a raggiungere la sequenza QWERTY: i due ricercatori non hanno infatti trovato alcuna prova del difetto della macchina, che si sarebbe inceppata, come dicevamo prima, se si fossero premuti velocemente due tasti attigui.

Probabilmente questo stratagemma si ebbe anche per eliminare i competitors e per aggirare altri brevetti dello stesso periodo storico.

 

Perché è sopravvissuta nel tempo?

Trascorsi questi secoli, la tastiera Qwerty ha mantenuto il suo primato forse perché le alternative hanno dimostrato di non poterla superare. Pensiamo alla Dvorak, nata nel 1937, molto più facile da usare e in grado di far scrivere in un minor lasso di tempo.

Perché? Perché segue uno schema basato sulla lingua inglese, che lascia le lettere premute meno di frequente all’esterno e le vocali posizionate sulla riga centrale a sinistra, in modo da garantire un’alternanza delle due mani.

Va da sé che, se la tastiera Dvorak è ideale per la lingua inglese, non lo è per altre, come l’italiano. Il vantaggio di eliminare stress alle articolazioni e alla muscolatura, infatti, si viene a perdere nella digitazione di parole nel nostro idioma.

Grazie a questa tastiera, nel 1985, Barbara Blackburn è riuscita a entrare nel Guinness dei Primati come dattilografa più veloce di tutto il mondo, scrivendo 150 parole al minuto per ben 50 minuti (chissà che crampi, poi!).

Tuttavia le sue caratteristiche non sono considerate tali da poter superare, almeno per ora, la tastiera Qwerty, che rimane quella più usata e mantiene incontrastata il dominio su tutti i computer e gli smartphone in circolazione.

 

 

Volete provare la Dvorak?

Se però la Dvorak vi ha incuriosito, vi spieghiamo come passare a questa tastiera in maniera molto semplice. Prima di tutto, familiarizzate con i nuovi caratteri e allenate le mani a essere posizionate in maniera differente rispetto alla Qwerty.

Può essere utile acquistare degli adesivi da collocare sulla vostra tastiera, che eviteranno vi confondiate. A questo punto potete scaricare il software che permette di usare il Dvorak e seguire qualche corso online che vi aiuti a memorizzare la posizione delle lettere.

Esercitatevi più volte al giorno, fino a quando non vi renderete conto di aver preso la mano con il nuovo metodo, ma niente paura: potrete sempre tornare al vecchio qualora vi risultasse troppo ostico!

 

 

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