Utilizzare il registratore vocale secondo la legge

Ultimo aggiornamento: 18.09.19

 

In Italia ci sono alcune normative che disciplinano l’uso dei registratori vocali. Se avete intenzione di utilizzarne uno, vediamo insieme cosa dice la legge a riguardo.

 

Se si utilizza un registratore vocale, è bene sapere che non è possibile fare tutto ciò che si desidera. Da quando siamo entrati nel nuovo millennio, la linea di confine della privacy è diventata sempre più sottile: la causa è anche l’espansione dei social network, delle applicazioni di condivisione e di tutti gli strumenti che utilizziamo quasi quotidianamente.

Generalmente, registrare un audio potrebbe sembrare per tutti un’azione innocua, eppure vi assicuriamo che un utilizzo sconsiderato porta con sé altrettante conseguenze. A tal proposito, entrano in gioco i decreti della Cassazione, dai quali si evincono anche i vantaggi derivanti da una registrazione audio/video, in particolar modo in quelle situazioni che sono rischiose e che nei paragrafi successivi vedremo. 

Una cosa certa è che le prove delle registrazioni audio o video sono incriminanti e inequivocabili secondo legge. Per questo, con l’aumento dell’utilizzo di applicazioni sullo smartphone che svolgono questo lavoro e dei registratori tascabili, la legge ha cercato di delineare le linee guida di un utilizzo lecito.

Ciò che deve prevalere è in sostanza il buon senso, anche in base a quello che è emerso nel tempo, da quei fatti di cronaca in cui i file audio sono stati prove decisive. 

 

Alcune situazioni in cui utilizzare un registratore vocale

Quotidianamente i telegiornali nazionali passano notizie di cronaca nera in cui si citano violenze, aggressioni e altri casi più gravi. Vi sarà capitato di sentirne parlare almeno una volta nella vita: una cosa che non tutti sanno è che, in quelle situazioni, attivare il registratore vocale (controllare qui la lista delle migliori offerte) può rendere giustizia alle vittime.

Molte volte sono stati proprio dei file audio a dare le prove per incriminare i colpevoli. Riguardo ciò, la legge parla chiaro: ogni prova registrata, che sia video o audio, diventa documentabile e chi ne è l’artefice è pienamente legittimato a rendere testimonianza di quanto è riuscito a catturare con l’apparecchio elettronico. 

 

 

Per fortuna i registratori vocali, sia nel caso di prodotti tascabili, sia nel caso delle applicazioni, sono in genere facili da portare con sé, poiché piccoli e poco ingombranti. In fase di accertamento per gli inquirenti, i file audio e video saranno sempre presi in considerazione, poiché sono una documentazione inconfutabile, praticamente una prova oggettiva in qualsiasi situazione. 

Chiaramente, il vantaggio non è relegato alla sola cronaca nera, ma si riflette anche nel caso di problemi legati al lavoro, come per i contratti verbali che possono essere utilizzati ancora oggi.

 

Cosa dice la Corte di Cassazione

Quando si tratta di leggi, non ci sono interpretazioni valide se le prove sono dei video o degli audio registrati da terzi o direttamente dalle vittime. Per questo la Corte di Cassazione è quanto più esaustiva: con la sentenza n. 5241/2017, infatti, viene sancita l’inconfutabilità e l’assoluta oggettività di prove come le registrazioni, da cui possono emergere indizi fondamentali per l’indagine degli inquirenti. 

L’utilizzo e il vantaggio delle registrazioni si espande anche nel caso di testimonianze di conversazioni che vanno a ledere diritti e specifiche leggi. Molti potranno ipotizzare che registrare delle discussioni sia un reato penalmente perseguibile poiché identificato come “intercettazione”, ma non è così . 

Secondo la Corte di Cassazione, qualsiasi prova registrata da un interlocutore, deve rispondere ad alcuni requisiti per essere idonea legalmente: innanzitutto, nell’audio o nel video deve essere presente almeno la voce di chi sta registrando. 

In più, ogni registrazione deve essere effettuata da una persona che è stata esplicitamente invitata (e quindi autorizzata) alla discussione, questo per non cadere nel reato di cui agli art. 617 e 623 c.p. 

Ciò consente di ottenere, anche in via totalmente preventiva, una prova documentale valida, legittima e attendibile. 

 

Diffondere la registrazione è lecito?

Nell’epoca della privacy sempre più diluita, sembra quasi normale concedersi il diritto di diffondere, privatamente o meno, audio e video precedentemente acquisiti. La situazione non è delle più semplici. 

Nel corso del tempo è stata delineata dalla Cassazione la misura restrittiva in materia di diffusione di materiale audio e video. Complici i numerosi casi di cronaca nera e il buon senso, si è giunti alla conclusione che la diffusione non può avvenire indiscriminatamente, in quanto entrano in gioco leggi che disciplinano la privacy dell’individuo. 

La condivisione di qualsiasi materiale può avvenire solo se ci sono due presupposti: il consenso del soggetto interessato e la mancanza di presupposti che ledono i diritti sanciti dalle leggi relativi alla diffusione di materiale multimediale.

Ma la Cassazione identifica anche la possibilità di condivisione a terzi anche nel caso in cui, all’interno del file audio o video, vengono lesi i diritti propri o altrui. 

 

 

Le registrazioni telefoniche

Dall’art.13, comma 5, lett. b del Codice della Privacy si evince che la registrazione di una telefonata o conversazione è lecita solo e soltanto nel caso in cui serva “per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria, sempre che i dati siano trattati esclusivamente per tali finalità e per il periodo strettamente necessario al loro perseguimento”.

Sarebbe assurdo, secondo la Cassazione, vietare la registrazione di una qualsiasi telefonata, poiché si tratta di un semplice salvataggio di informazioni che sono già nostre, acquisite durante la discussione e pertanto significherebbe vietare di memorizzare un fatto storico. 

 

Alcune caratteristiche importanti 

Talvolta succede che, in casi urgenti, ci sia la necessità di utilizzare velocemente la registrazione, senza perdere tempo nel settare alcune impostazioni. Per questo un buon registratore vocale possiede alcune caratteristiche che, sempre operando nella legge, vi torneranno utili. 

Tra gli articoli di ultima generazione, sembra buona norma offrire un servizio facile e veloce di sbobinamento e trascrizione di quello che viene pronunciato durante l’audio o video. In questo modo, come potete immaginare, si facilita l’acquisizione di informazioni importanti, che altrimenti dovrebbero essere ascoltate più volte, per essere colte.

In processi civili e penali, questa operazione viene svolta da specialisti. Ma un’altra funzione che potreste trovare utile, e quindi sfruttare, è quella chiamata “auto impostazione del dispositivo”. 

In questo modo vi basterà premere solamente il tasto di accensione, confermando l’avvio della registrazione, che avverrà alla frequenza e velocità migliore, scelta da voi.

 

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