Installare un SSD in un vecchio computer

 

Se siete appassionati di computer ed elettronica in generale avrete sicuramente già sentito il termine SSD, o addirittura Solid State Drive, traducibile in italiano come unità a stato solido. Se non sapete di cosa si tratti, però, ve lo spieghiamo noi. Con questo termine ci si riferisce a un sistema di archiviazione alternativo ai classici hard disk magnetici che si possono trovare sul mercato da più di venti anni. Ma cos’hanno di diverso questi SSD rispetto agli HDD? In realtà sarebbe molto più semplice dire cosa hanno in comune dal momento che sono entrambi supporti di archiviazione, che possono essere interni ed esterni, ma con tecnologie completamente diverse.

Un HDD è solitamente più ingombrante poiché necessita di alcuni componenti basilari come i piatti su cui scrivere e il motorino che azione il braccio meccanico che si muove sul disco. Un SSD, invece può essere considerato come un chip, compatto e leggero, costituito da memoria NAND Flash, in grado di conservare i dati anche se non alimentati in modo costante.

 

Cosa cambia in termini di prestazioni?

Le differenze non si fermano all’aspetto esteriore, poiché anche per quanto riguarda la velocità di lettura e scrittura dei file siamo nell’ordine delle migliaia di volte superiori rispetto agli HDD. Non è raro dunque trovare utenti che decidono di acquistare un SSD per installare sistemi operativi particolarmente pesanti, come Windows 10, per avere delle prestazioni notevolmente migliori.

Non tutti gli SSD sono uguali, però, dal momento che il livello prestazionale è deciso anche dal tipo di interfaccia con cui vengono collegati ai computer. Solitamente per i computer desktop si parla di connettori SATA, che possono essere 1, 2, 3 o SATA Express. I primi hanno una velocità massima di 6 Gbit al secondo mentre il SATA Express, collegabile alla porta PCI Express della vostra scheda madre, può raggiungere quasi il triplo della velocità, ben 16 Gbit al secondo.

 

 

Quanto dura un SSD?

I classici hard disk hanno una data di scadenza, anche se questa può essere in un certo senso posposta se si cerca di utilizzarlo al meglio, eseguendo deframmentazioni e controllando spesso lo stato del disco. Il discorso è un po’ diverso per le unità a stato solido che, sebbene abbiano anch’essi una data di scadenza, è comunque data da fattori diversi. Ogni produttore di SSD indica nella tabella tecnica del prodotto un valore chiamato TBW, acronimo che sta per Terabyte Written. Si va da un minimo di 40 TB fino a oltre 200, in base al prezzo dell’SSD e alla sua capienza.

Una volta raggiunto il valore di terabyte scritti indicato l’SSD dovrebbe, almeno in teoria, smettere di funzionare o perdere comunque efficienza. Dal momento che si tratta di un valore elevato, non sarà però raggiunto prima di svariati anni, anche da parte degli utenti che utilizzano l’unità in modo molto intensivo.

 

Utilizzi di un SSD

Non pensate però che l’unica applicazione di un SSD sia quella di rendere veloce un sistema operativo ma può essere utilizzato con successo da parte di una vasta gamma di utenti. Innanzitutto i videogiocatori, dal momento che i titoli odierni richiedono una lettura costante di file salvati su computer per i caricamenti. Con un SSD i tempi vengono abbattuti in modo notevole e i caricamenti impiegheranno soltanto pochi secondi per essere portati a termine.

Chi lavora con file di grandi dimensioni, come video, foto e progetti tridimensionali troverà un’esperienza completamente nuova e immediata grazie a un SSD, riducendo così i tempi morti di attesa per l’apertura e il salvataggio dei dati.

Se avete un vecchio PC che ormai non riesce più ad avviarsi bene e dà molti problemi anche all’accensione, è importante sapere che un SSD potrebbe restituirgli nuova vita.

 

Come installare un SSD su un vecchio computer

Il primo passo da compiere è naturalmente quello di acquistare il nuovo SSD da inserire nel vecchio computer, sia esso desktop o notebook. Quale scegliere dunque? Innanzitutto verificate il tipo di connettore di cui è dotato il vostro PC. Solitamente i nuovi SSD sono compatibili con SATA 2 e SATA 3 ma ne esistono anche unicamente pensati per PCI Express o, se si sta parlando di portatili, mSATA e M.2.

Dopo aver controllato questa caratteristica, potete definire lo spazio di cui avrete bisogno. Il nostro consiglio è di puntare, anche se si tratta di computer vecchi, ad almeno 256 GB. In questo modo avrete abbastanza spazio per installare il sistema operativo e anche qualche altro programma.

Per quanto riguarda l’installazione su computer desktop, l’operazione è sicuramente molto semplice, dovrete infatti assicurarvi che il vostro computer sia spento e, scollegando tutti i cavi, posizionarlo in uno spazio ampio dove poter lavorare in tutta sicurezza.

Aprite dunque il case togliendo una delle pareti laterali e cercate l’hard disk, molto semplice da individuare per le sue dimensioni e per il piatto su cui vengono scritti i dati. Scollegando con attenzione il cavo che lo unisce alla scheda madre, estraetelo con accortezza, potrete sicuramente trovare un modo per riutilizzarlo quindi non buttatelo ancora via a meno che non sia definitivamente rotto o con settori irreparabili.

Effettuate dunque la sostituzione, inserite il modulo SSD (Ecco i migliori modelli) e agganciatelo con le viti al telaio, collegando il cavo precedentemente staccato dal vecchio HDD. Ora non vi resta che chiudere il case e accendere il PC e installare il sistema operativo sulla nuova unità.

 

 

Installare SSD su un laptop

L’operazione, in questo caso, è sicuramente molto più complicata dal momento che i notebook hanno spazi ottimizzati con componenti spesso saldati alla piastra principale. Aprendo il computer noterete subito se l’hard disk è collegato in modo fisso o può essere sganciato.

Qualora questo procedimento potesse essere effettuato, scollegate il cavo che lo collega alla scheda madre e agganciatelo al vostro SSD, richiudendo poi con cura il tutto senza toccare altri componenti. Se il notebook appare invece compatto anche all’interno, con pezzi che non possono essere staccati senza distruggere tutti i componenti, dovrete necessariamente rivolgervi a un tecnico del settore.

 

 

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (1 voti, media: 5.00 su 5)
Loading...