Utilizzare un SSD con il MAC

Ultimo aggiornamento: 13.09.19

 

Un SSD, ovvero Solid State Drive, in italiano traducibile come unità a stato solido, non è altro che un disco rigido di nuova generazione, con prestazioni e capacità differenti rispetto ai classici hard disk magnetici chiamati solitamente HDD.

Rispetto a questi ultimi non occupano molto spazio poiché non utilizzano la stessa tecnologia, potete dire addio quindi al braccio per la scrittura, il motorino che lo mette in funzione, le testine e i piatti su cui scrivere, questo li rende molto più veloci con minori rischi di rottura. Basti pensare che un HDD ha una resistenza agli scossoni, sia da attivo sia da inattivo, estremamente bassa, stesso dicasi per la temperatura a cui è in grado di funzionare, fattore che li rende molto delicati.

Qualsiasi utente che abbia avuto a che fare con un hard disk di questo tipo ha incontrato almeno una volta o due dei problemi di grave entità, che possono portare alla perdita di tutti i dati archiviati. Con un SSD tale evenienza è molto più rara, l’affidabilità e la durata, oltre che la velocità, sono completamente su un livello differente tanto che si potrebbe pensare di aver fatto un salto dalla preistoria al futuro con il semplice cambio di un HDD in SSD.

 

Cosa c’è in un SSD?

Ma cosa c’è all’interno di un SSD se non il classico disco, piatti e tutti i dispositivi per farlo funzionare? La risposta è molto semplice, trattandosi di una memoria NAND Flash, all’interno appare come una scheda classica con dei chip installati sopra. È possibile dunque acquistare SSD con un fattore di forma molto compatto, da 2,5 pollici, per inserirli sia all’interno dei propri computer desktop senza necessariamente aver bisogno di un case di dimensioni notevoli ma soprattutto all’interno dei notebook predisposti.

 

 

Quali sono i vantaggi?

L’accesso ai dati e la scrittura su un SSD sono così veloci che è impossibile paragonarli a un HDD. La maggior parte degli utenti utilizza quelli dalle dimensioni contenute per installare il sistema operativo come Windows 10, che necessita di una lettura costante di file, rendendo quindi il lavoro pesante per un HDD ma una vera e propria passeggiata per un Solid State Drive. Le applicazioni non terminano qui, poiché gli utenti che lavorano con file di grandi dimensioni, per esempio nell’ambito dell’editing video o fotografico, non dovranno attendere lunghi caricamenti di lettura dei file e tantomeno per il salvataggio degli stessi, ottimizzando quindi i tempi e velocizzando il lavoro.

Infine, rappresentano la scelta ideale anche per i videogiocatori che installano giochi particolarmente pesanti e che accedono costantemente ai file sull’unità, riducendo di fatto i tempi di caricamento tra una schermata e l’altra.

Sebbene i vantaggi siano tanti, però, esiste anche qualche piccolo svantaggio che va preso in considerazione prima di passare completamente a un SSD. Innanzitutto il costo, mediamente gli SSD hanno un prezzo maggiore rispetto agli HDD con una stessa quantità di spazio. Se non avete un budget particolarmente elevato potreste valutare l’opzione di associare un SSD da 128 o più gigabyte a un HDD da 1 TB, in questo modo potrete scegliere di salvare il sistema operativo o i file più importanti sul duraturo SSD e ricorrere all’HDD per i file temporanei.

L’altro elemento da non dimenticare è la difficoltà di recuperare i dati in caso di rottura. Questi casi sono molto rari ma bisogna comunque essere a conoscenza del problema prima di optare per un SSD.

 

Come scegliere un SSD

Se avete scelto di acquistare un SSD ma non sapete come farlo, dovrete innanzitutto valutare di quanto spazio avete bisogno. Se volete usare l’unità come memoria di archiviazione principale è meglio optare per un SSD da 500 GB in su, ricordando che il sistema operativo potrebbe occuparne 50 o di più in seguito a tutti gli aggiornamenti. Qualora invece preferiate un disco esterno o secondario, potrete risparmiare qualcosa optando per un Solid State Drive da 200 GB o inferiore.

Per il collegamento con il vostro terminale va valutata l’interfaccia, solitamente SATA (di tipo 1, 2 e 3) per PC e Mac, mentre per i notebook si parla di mSATA o M.2.

 

Installare SSD su MacBook?

I MacBook recenti, come MacBook Air e MacBook Pro hanno una porta SSD PCI da 128 GB ed è possibile, all’acquisto, optare anche per una unità SSD PCI Express da 256 o 500 GB. Queste ultime sono molto più veloci rispetto alle unità SSD connesse tramite SATA 3, arrivando anche a 16 Gbit/s per il trasferimento e la lettura dei file.

Qualora invece preferiate un SSD esterno, da poter collegare solo nel momento in cui dovete trasferire dati importanti, potrete scegliere tra tutti quelli sul mercato che abbiano un collegamento USB. Quest’ultima soluzione si rivela necessaria per i MacBook Air 2018 perché il Solid State Drive interno è saldato alla piastra interna, rendendo difficoltosa, se non impossibile, la sostituzione.

Se avete un vecchio Mac, invece, dove i dischi supportati erano quelli con fattore di forma da 3,5 pollici, non disperate poiché sul mercato sono disponibili degli adattatori che convertono le unità SSD da 2,5 pollici, rendendole compatibili con i vecchi computer Apple.

 

 

Quanto dura un SSD?

Per quanto riguarda gli SSD non esiste una data di scadenza e l’usura avviene lentamente in base ai terabyte scritti. I produttori la indicano con il valore TBW, e solitamente è pari a centinaia di terabyte. Non dovrete quindi preoccuparvi della dipartita prematura del vostro disco se non dopo svariati anni di utilizzo intenso.

Raggiunto il limite consigliato dal produttore, anche se non riscontrate immediatamente dei problemi con l’unità, il nostro consiglio è quello di sostituirla con una nuova, trasferendo quindi tutti i dati importanti prima che sia troppo tardi.

 

 

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