Un braccio artificiale per il figlio: ecco cosa ha fatto questo padre con una stampante 3D

Ultimo aggiornamento: 07.12.19

 

L’evoluzione tecnologica porta a sfruttare la stampante 3D anche per fini medici: potrete infatti realizzare da soli anche degli arti, come hanno fatto queste persone.

 

La stampante 3D è in grado di garantire la creazione davvero di tanti oggetti, da quello decorativo a quello estremamente utile. Un esempio di quest’ultimo tipo ce lo dà proprio la vicenda che ha interessato Calum Miller, padre del piccolo Jamie, che attendeva un braccio artificiale per suo figlio.

 

La storia di Calum e Jamie

Il signor Miller non aveva alcuna intenzione di attendere ben 18 mesi per poter garantire al figlio di muovere il suo nuovo arto, così ha deciso di acquistare una stampante 3D. All’inizio ha pensato di stampare dei giocattoli per testare la macchina, in seguito ha voluto scaricare dalla rete i disegni di un braccio, per mettere in pratica la sua idea.

Calum è andato per gradi: prima una mano, poi, aiutato dal figlio, ha scaricato progetti gratuiti sul web e ha visionato diversi tutorial, per capire come assemblare le varie parti che avrebbero costituito il braccio artificiale.

Alla fine, è riuscito a stampare ben nove arti di diverso colore, alcuni dotati di luci LED, altri di disegni che li personalizzano. Il braccio è costituito da alcuni cavi che scendono nella parte relativa al gomito, che basta piegare per creare i movimenti delle dita.

Calum sta cercando anche di perfezionarlo come piace a Jamie, ma soprattutto di installare dei sensori elettronici che ne facilitino l’uso al figlio.

 

 

Non un caso isolato

Dove manca il genitore, a volte, interviene l’ingegno dei figli. Questo è il caso di Aidan, un bambino nato con il braccio lungo fino al gomito e che ha indossato per anni una protesi artificiale abbastanza frustrante.

Aidan infatti non poteva compiere i movimenti tipici, come aprire una mano mentre girava il polso, cosa che, naturalmente, gli sarebbe piaciuta molto. Ha deciso così di non indossare più la protesi, anche perché riusciva a fare tutte le attività anche senza.

Nuotare, giocare al computer o fare karate non erano per lui un problema, ma tutto è cambiato quando è stato coinvolto nel laboratorio di Superhero Cyborg Camp insieme ad altri nove bambini privi delle braccia.

Grazie a KIDmob, un’organizzazione di San Francisco assolutamente no profit, ha imparato a progettare e a creare prototipi. Con l’aiuto di alcuni esperti e servendosi di vecchi giocattoli e scarti di un negozio di ferramenta è riuscito a dare vita a una protesi composta da un’asta in metallo dotata di filettatura, sulla quale è possibile avvitare dei pezzi.

Ci ha provato con il telecomando della Wii, una forchetta e anche con una versione di una mano fatta con i mattoncini Lego. La sua idea ha convinto alcuni ingegneri, che hanno messo in rete il progetto, disponibile per la stampante 3D.

L’idea di Aidan si scontra con un problema abbastanza serio: quello della produzione delle protesi per bambini. Questi elementi, infatti, hanno costi elevati e, dopo un anno, sono già inutilizzabili, in quanto devono seguire la crescita del bambino. Grazie all’idea di questo ragazzino, qualcosa può cambiare.

 

Stephen Davies, un ingegnere dal cuore d’oro

Quando parliamo di protesi ci scontriamo sempre con il costo molto importante che hanno questi oggetti, per cui non sono sempre alla portata di tutti. Per fortuna esistono persone dal cuore grande, che mettono la propria arte a disposizione del prossimo.

Stephen Davies è un designer del Galles, che non amava molto la sua protesi: era nato senza la mano sinistra e l’arto in sostituzione non soddisfaceva le sue esigenze. A dargli un’occhiata non aveva proprio tutti i torti: assomigliava infatti molto più a quello che lui stesso definì “un artiglio di epoca medievale”.

La svolta accadde quando Davies conobbe la rete di e-Nable, costituita da un gruppo di medici e ingegneri che, utilizzando le stampanti 3D, ricreano gli arti superiori gratuitamente per le persone disabili di tutto il mondo. In questo modo Stephen ebbe la sua protesi proprio come la desiderava, ma non si limitò a indossarla: ebbe l’idea di mettere la sua bravura al servizio degli altri, cominciando con l’acquisto di una stampante 3D.

Da allora ha ricreato un mini laboratorio nella sua casa, dal quale produce arti e li distribuisce gratuitamente ai bambini con disabilità. Non solo, perché i suoi progetti sono messi a disposizione di tutti sul sito dell’associazione Team UnLimbited, che fondò nel 2015 insieme al tecnico che gli costruì la mano.

 

Per essere un supereroe

Un merito che va a questo designer, Stephen Davies, è anche quello di rendere divertente il portare una protesi. I bambini, specialmente, possono non vivere bene la presenza di un corpo estraneo, che può farli sentire diversi dagli altri.

Per questa ragione gli arti creati da lui riproducono quelli di personaggi come Harry Potter o Spiderman, per far sentire i piccoli come dei veri personaggi di libri e fumetti. Alcuni modelli ideati sono anche in grado di illuminarsi al buio, ma il designer può personalizzare ogni elemento per rendere felice chi dovrà indossarlo.

 

 

Il potere del crowdfunding

Ma come fa un’associazione come e-Nable a permettersi di spendere cifre pari a circa 10.000 dollari per protesi? Senza dubbio una grossa mano la danno le donazioni che arrivano anche tramite il sistema del crowdfunding, ovvero con campagne lanciate online e che vengono finanziate dagli utenti.

Grazie a questo sistema e alla rete di volontari, è stato possibile consegnare in oltre 45 Paesi una quantità pari a 18.000 dispositivi. Non si tratta proprio per tutti di protesi base, in quanto molte sono in grado di piegare il polso in entrambe le direzioni di almeno 30 gradi.

 

Il futuro

Iniziative del genere ci fanno comprendere come sia sempre più importante l’uso della stampante 3D, anche in ambito medico, dove sta prendendo sempre più piede. In attesa che i costi siano più sostenibili per tutti, ben vengano le iniziative no profit e quelle di genitori molto intraprendenti!

 

 

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