Toner e cartucce: costi e smaltimento

Ultimo aggiornamento: 12.11.19

 

Come risparmiare sull’acquisto dei consumabili? Scopriamolo insieme e vediamo anche come fare a smaltirli correttamente.

 

Quando la stampante inizia a creare neri sbiaditi o a non stampare i colori giusti, allora vuol dire che è arrivato il momento di cambiare i toner o le cartucce. Alcuni dispositivi hanno software particolari in grado di monitorare l’esatto contenuto dei toner per poter aiutare l’utente a verificare l’effettiva disponibilità dell’inchiostro.

Avvertono anche quando questo finisce e se è possibile creare un colore mescolando quelli rimasti. Non tutte le stampanti però si rivelano particolarmente ‘user friendly’, infatti alcuni modelli molto economici impediscono di stampare anche in bianco e nero se non sono presenti tutti i toner.

Il problema però resta sempre il costo abbastanza elevato di questi prodotti che non è facile trovare a prezzi convenienti. Infatti gli utenti privati che acquistano una buona stampante laser o a getto d’inchiostro devono mettere in preventivo anche la spesa per eventuali toner o cartucce di ricambio.

Ovviamente i costi si ammortizzano nel caso non si faccia un utilizzo frequente della stampante o se si stampano solo documenti testuali o in bianco e nero. Le cose si fanno più serie per chi stampa fotografie, immagini o lunghissimi file di testo come libri o documenti legali, per non parlare delle grandi aziende o degli uffici professionali costretti a dover cambiare toner e cartucce quasi ogni giorno.

 

Cosa fare per risparmiare

Per risparmiare esistono diversi sistemi, ad esempio si può acquistare un toner compatibile con la stampante invece di puntare su quelli della ditta produttrice. Questi ultimi hanno un prezzo molto elevato, ma sono quelli più sicuri a livello di compatibilità e soprattutto di performance.

 

 

Dei toner o cartucce compatibili, ma prodotti da terze parti possono andare bene, ma in alcuni casi potrebbero non essere riconosciuti dalla stampante o magari causare dei malfunzionamenti. Molto dipende dalla stampante, dal firmware e da quanto la ditta produttrice ha reso versatile il suo dispositivo. Chi utilizza la stampante a livello professionale non potrà fare a meno di acquistare toner o cartucce della stessa marca della periferica, per andare sul sicuro.

Un altro metodo per non dare via un rene ad ogni acquisto di un set di toner per una stampante a colori consiste nel comprarne a ‘blocchi’. Ci sono diversi negozi online specializzati nella vendita in blocco e sono indicati sia per i privati sia per le aziende. Acquistando molti toner o cartucce in un solo colpo con queste offerte sarà possibile fare una scorta senza vedersi il conto in banca drasticamente ridotto. Si possono anche unire queste due piccole ‘strategie’, ovvero comprare toner non originali compatibili in blocco, aumentando ulteriormente le possibilità di risparmio economico.

 

Smaltimento

E quando i toner e le cartucce si esauriscono dove le buttiamo? Non certo nell’indifferenziata o nella plastica! Questi prodotti non sono pericolosi, ma sono sempre dei rifiuti speciali che devono essere smaltiti correttamente. Se nella vostra città ci sono isole ecologiche apposite per l’eliminazione di rifiuti simili, allora potrete gettare tranquillamente i toner e le cartucce usati che verranno poi rigenerati.

Questa è l’unica soluzione possibile per smaltire prodotti compatibili con la stampante acquistati online, ma nel caso si acquistino in un negozio allora si possono riportare al rivenditore che penserà alla rigenerazione in modo ecologico ed economico.

Bisogna contare che per realizzare una sola cartuccia si utilizzano più o meno 5 litri di petrolio, mentre non è assolutamente necessario per la rigenerazione. Prima di gettare una cartuccia o un toner quindi pensate bene all’impatto che questi rifiuti possono avere sull’ambiente.

Uffici e aziende che consumano tantissime cartucce per la stampa di numerosi documenti difficilmente potranno lasciare enormi bustoni presso le isole ecologiche, ma dovranno ricorrere allo smaltimento dei rifiuti speciali messo a disposizione dal comune. In base alla quantità di materiale da smaltire, questo servizio può richiedere un pagamento o non richiedere alcun costo.

 

Riciclo

Per lo smaltimento, i prodotti  vengono smontati, puliti e recuperati prima di essere riempiti nuovamente di inchiostro per il riutilizzo. A volte capita che alcune parti meccaniche vengano sostituite con altre nuove, in modo da garantire il corretto funzionamento. In commercio esistono anche dei kit per la ricarica manuale dell’inchiostro per gli utenti che vogliono provare a rigenerare le proprie cartucce autonomamente.

Per il materiale ormai diventato inutilizzabile invece si procede con due diverse tipologie di riciclaggio: l’Open-loop recycling e il Closed-loop recycling.

Il primo consiste nella rimozione del tampone d’inchiostro e nel recupero dei vari metalli. Il contenitore di plastica viene distrutto per poter riciclare polietilene ad alta densità utilizzato poi per parti di auto, fibre o altro materiale.

Il secondo procedimento è molto simile, ma invece di distruggere la cartuccia questa viene divisa nei suoi vari componenti. In questo modo è possibile ottenere il rame e la plastica che viene poi riutilizzata per la creazione di altre cartucce.

 

 

Il riciclo in Italia

Il riciclo delle parti di componenti elettronici come ad esempio PC, televisori e anche le sopraccitate stampanti è ancora poco praticato in Italia, mentre in altri paesi europei ha già raggiunto il pieno sviluppo. Nel nord della Svezia ad esempio esistono interi negozi che vendono solo componenti elettronici o dispositivi riciclati. È possibile trovare dei laptop rigenerati, casse audio o addirittura autoradio.

La raccolta differenziata in alcune città italiane è abbastanza recente, infatti le isole ecologiche in alcuni centri cittadini esistono solo da pochi anni. Nella periferia invece sono rimasti i vecchi bidoni e non viene fatta alcuna raccolta porta a porta dei rifiuti.

Altre città più attrezzate invece forniscono ai cittadini dei piccoli contenitori dove poter lasciare particolari rifiuti da smaltire. Siamo ben lontani dalla qualità della Svezia, ma bisogna sempre contare la grande differenza della popolazione tra i due paesi e della difficoltà tipicamente italiana di adattarsi alle nuove abitudini.

 

 

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