Stampanti impazzite per lo YouTuber PewDiePie!

Ultimo aggiornamento: 10.07.19

 

Ebbene sì, anche PewDiePie, lo YouTuber svedese più seguito al mondo, con più di 90 milioni di iscritti al suo canale, è stato “vittima” di un attacco hacker che ha fatto impazzire migliaia di stampanti. In realtà si è trattato di un attacco digitale abbastanza curioso, eseguito da una comunità di attivisti, che aveva come obiettivo quello di sensibilizzare gli internauti sulla vulnerabilità dei dispositivi digitali connessi al web.

Protagoniste della vicenda sono state molte stampanti site in ogni parte del globo, che si sono viste recapitare uno strano messaggio che recitava: “PewDiePie è nei guai e ha bisogno del tuo aiuto per sconfiggere T-Series”. I dispositivi sono come impazziti e hanno agito per proprio conto, senza che nessuno avesse dato loro il comanda di stampa.

 

Chi sono gli artefici dell’attacco?

In realtà, pare che dietro a questo cyber attacco ci sia una comunità di attivisti, che sostiene di aver agito a fin di bene. Il gruppo di hacker si è infiltrato nelle stampanti connesse online per dare dimostrazione della fragilità del sistema digitale dell’IoT (Internet of Things) ovvero dell’ambito di oggetti e luoghi connessi al mondo virtuale. Praticamente parliamo di tutti i dispositivi elettronici che si connettono alla rete per scambiarsi informazioni, come PC, elettrodomestici, stampanti e altre periferiche.

Si tratta di oggetti che ormai fanno parte del nostro quotidiano in maniera sempre più numerosa ma ai quali non prestiamo attenzione in materia di sicurezza. Già il solo fatto che qualcuno possa entrare in una comune stampante di casa e farla agire come meglio crede, ci deve far riflettere molto sul livello di pericolosità al quale siamo inconsapevolmente esposti.

 

 

Perché proprio le stampanti?

La domanda che può sorgere spontanea in un attacco del genere è “perché proprio le stampanti e non altri dispositivi”? La risposta più plausibile è data dal fatto che a differenza di altre apparecchiature digitali presenti in casa, la stampante è un dispositivo che è in grado di creare qualcosa di fisico e di concreto, come un messaggio stampato, che risulta più “impressionante” e d’impatto a livello emotivo.

Parlando di statistiche, si è stimato che il cyber attacco delle stampanti impazzite ha avuto ben due ondate nel dicembre 2018: la prima avrebbe coinvolto 50.000 apparecchiature, mentre la seconda  circa 100.000. A testimonianza di questo stravagante e inquietante evento, si possono riscontrare migliaia di post sui social che hanno documentato l’attacco con foto che raffiguranti il messaggio incriminato.

 

Scontro tra Titani del Tubo

Per motivi ancora non ben spiegati, gli hacker hanno scelto di far stampare ai dispositivi coinvolti nell’attacco, il messaggio: “PewDiePie è nei guai e ha bisogno del tuo aiuto per sconfiggere T-Series». PewDiePie, nickname dello YouTuber svedese Felix Kjellberg, è il re incontrastato del Tubo dal 2013, o almeno lo è stato fino a poco tempo fa, dato che da un po’ di tempo a questa parte, un altro canale del Tubo è cresciuto rapidamente e vertiginosamente, dando del filo da torcere a PewDiePie. Si tratta di T-Series, un canale di una società di produzione video indiana che oggi conta più di 94 milioni di iscritti in continua crescita.

 

Operazione di marketing o attacco mirato?

Ancora oggi non è perfettamente chiara la scelta che ha spinto questa comunità di attivisti a effettuare un cyber attacco di tale portata in queste modalità. Si tratta di un’operazione commerciale per aiutare PewDiePie a battere la concorrenza o c’è davvero un messaggio preciso che gli hacker volevano inviare sfruttando un canale che avrebbe raggiunto velocemente milioni di persone?

È curioso sapere che oltre alla “burla”, il messaggio continuava invitando gli utenti a “mettere a posto la stampante” e concludendo apostrofando “può essere a rischio”.

Di certo non si tratta di una catastrofe o di un attacco terroristico ma gli hacker hanno dimostrato che le stampanti, se sono connesse a Internet possono essere hackerate e che pertanto avrebbero potuto metterle K.O. o inviare qualsiasi altro tipo di messaggio.

Insomma la vera lezione di tutta questa vicenda è che bisogna proteggersi adeguatamente da certi attacchi virtuali e che è necessario informarsi bene e pensarci due volte prima di mandare sul web qualche informazione che apparentemente può apparire innocua ma che in realtà può essere usata come arma di ritorsione.

 

 

Hacker docet: “La stampante è una facile porta d’accesso al PC”

La vicenda delle stampanti impazzite nei confronti di PewDiePie non ha avuto conseguenze dannose per nessuno ma sicuramente ha sensibilizzato gli Internauti su quanto può risultare facile per un cyber pirata entrare in una rete domestica e prendere il controllo dei dispositivi presenti in casa. Uno dei messaggi inviati dagli hacker conteneva una serie di punti e di cose da sapere per aumentare la sicurezza della propria rete domestica, come la gestione della porta TCP 631, normalmente utilizzata dalle stampanti wireless per interagire con i computer a cui sono connesse.

Ricordatevi che tra i vari mezzi che gli hacker usano per prendere il controllo delle stampanti c’è anche il Printer Exploitation Toolkit, che consente loro di accedere anche ai dati presenti sul disco rigido dei PC. In pratica la stampante diventa una vera e propria porta d’accesso ai nostri dati personali.

Qual è il metodo migliore per evitare tutto ciò e proteggersi da un rischio così pericoloso? Sicuramente è meglio non collegare la stampante a Internet ma limitarne la connessione alla rete locale gestita da un router ben protetto da pericoli di attacchi esterni. Inoltre è bene effettuare periodicamente gli aggiornamenti del software e del firmware del dispositivo, per limitare il più possibile il rischio di attacchi remoti.

 

 

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