Scanner e arte: una strana coppia

Ultimo aggiornamento: 14.09.19

 

Chi non ha mai provato a scansionare il proprio volto per divertimento? Ebbene, qualcuno ha pensato di farlo diventare una forma d’arte… e anche molto bella!

 

La necessità per l’uomo di creare arte risale ai primi disegni intagliati nella roccia dei nostri antenati. Come esseri umani, abbiamo sempre avuto un innato bisogno di comunicare, di narrare al prossimo la nostra vita e le nostre emozioni. L’arte visiva è stata una delle prime forme di comunicazione che si è lentamente evoluta da mero strumento informativo a un vero e proprio modo di esprimere i nostri più reconditi pensieri e il nostro ‘io’. Siamo passati dalle scene di caccia o semplici raffigurazioni di vita quotidiana ed ultraterrena fino ai diversi dipinti religiosi o agiografici. Solo negli ultimi secoli la pittura e l’arte visiva sono diventate il ‘ritratto’ della sfera emotiva dell’artista, basta pensare a Picasso, Van Gogh o Gauguin.

Ma cosa è successo negli ultimi dieci anni? Semplicemente l’attenzione del pubblico e anche degli artisti si è spostata dal bianco della tela al rullino della macchina fotografica o alla pellicola del cinema, facendo capolino anche tra le opere destinate a un pubblico più giovane come fumetti, cartoni animati e videogiochi. Ma può essere tutto considerato arte? Secondo recenti studi sì, non importa cosa fai, se esprimi te stesso stai in qualche modo facendo arte.

 

L’arte del nuovo millennio

Ovviamente non tutti sono d’accordo con questa affermazione, ma ormai la linea tra i vari artisti ‘amatori’ e i ‘professionisti’ si sta facendo sempre più sottile. Il merito (o la colpa secondo alcuni) va ad internet che ha dato la possibilità a tutti di esprimersi e di far vedere al mondo le proprie opere d’arte. Nel bene o nel male, adesso la rete è piena di artisti, al punto che è davvero difficile capire chi davvero merita la nostra attenzione o meno.

 

 

Se prima un pittore doveva farsi in quattro per poter mostrare le sue opere a una vasta fetta di pubblico, adesso basta mettere su un blog, una pagina Twitter o una Instagram per poter raggiungere tantissime persone.

Alcuni artisti sono riusciti a ottenere una grande fama grazie al web, mentre altri sono rimasti relegati a pochi ‘click’ sulla loro pagina. Il mondo di internet è abbastanza selvaggio e non tutti riescono poi a farsi notare come vorrebbero. Ma d’altronde l’arte è sempre stata così, difficilmente la vita di un pittore o disegnatore è stata particolarmente facile. Oltre al web l’arte visiva è stata portata in strada, grazie alle opere di diversi street artist che hanno trasformato le mura della città in delle vere e proprie tele di cemento per ospitare le loro opere, spesso messaggere di proteste sociali.

Questi cambiamenti hanno fatto ovviamente storcere il naso ai puristi, ma come tutto anche l’arte è destinata a cambiare e il vecchio ad essere sostituito. Abbiamo potuto assistere a delle vere e proprie rivoluzioni nel campo, con nuove idee che hanno preso spunto dai tempi moderni e che hanno sfruttato le varie possibilità tecnologiche della nostra era.

 

La tecnologia al servizio dell’estro

Tra le varie tecnologie sfruttate per produrre arte visiva, vengono a mente la computer grafica, le stampanti 3D e… lo scanner. Sì, proprio quel dispositivo che tutti i giorni si utilizza in ufficio per poter archiviare documenti nel PC o mandare file importanti via e-mail a clienti e fornitori. Potevate mai pensare che qualcuno lo avrebbe mai usato per esprimersi? Avete presente i cartoni animati o film comici dove l’attore preme la sua faccia contro la stampante o lo scanner producendo divertenti autoritratti distorti? Sembra che qualcuno abbia ben pensato di creare immagini artistiche proprio sfruttando questo simpatico sistema.

Certo, sarebbe molto più facile utilizzare una macchina fotografica e poi editare le immagini al computer per ottenere lo stesso effetto ‘spiaccicato’, ma si sa che gli artisti sono eccentrici e le provano davvero tutte per poter trovare qualcosa di originale. D’altra parte, se negli ‘60 sono stati creati capolavoro con la stampante, perché non riproporre lo stesso simile concetto con lo scanner? Ricordiamo il nostro Bruno Munari e il famoso Andy Warhol che sperimentarono con le immagini fotocopiate, o anche il folle e visionario H.R Giger (quello che ha creato Alien), con la rudimentale modellazione tridimensionale di quegli anni.

 

La scanografia è arte?

La ‘scanografia’ (così si chiama) permette di creare immagini tridimensionali altamente spettacolari, con colori sfumati e accesi che creano tinte piacevoli e contorni. A prima vista le immagini allo scanner possono sembrare semplici fotografia, ma in realtà risultano molto più profonde a livello di spazio e nella messa a fuoco, cosa che rende le scansioni davvero uniche. L’autoritratto in questo caso diventa assoluto protagonista, specialmente quando l’artista ha una folta chioma grazie alla quale riesce a creare un particolare effetto di movimento.

 

 

Una delle pratiche più comuni e diffuse di questo nuovo tipo di arte è quello nato dal movimento Face Your Pockets, per il quale gli artisti scansionano il loro volto mettendo in primo piano i vari oggetti che si trovano nelle loro tasche, nello zaino e nella borsa. L’espressione di una vita in movimento e della frenesia dei nostri giorni, immortalata insieme al volto dell’essere umano ‘schiacciato’ dall’incessante ritmo della vita cittadina? Forse, potrebbe essere una delle chiavi lettura, ma come tutta l’arte non sarà sicuramente l’unica.

Ma questo non è l’unico modo di utilizzare lo scanner per produrre arte istantanea, infatti si possono trovare sul web diversi immagini molto interessanti come ad esempio composizioni floreali, volti sfocati e distorti, oggetti, natura morta e simpatici gattini.

Non vi aspettate però che ottenere l’effetto spettacolare visto nelle immagini sul web sia facile, perché richiede diversi tentativi e anche un po’ di fotoritocco con Photoshop o altri programmi di grafica. Se però possedete uno scanner (ecco la lista dei migliori prodotti) e ve la sentite, non vi resta che provare. Cercate solo di non farlo in ufficio!

 

 

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