Manutenzione di una scheda SD

Ultimo aggiornamento: 19.06.19

 

Sono davvero lontani i tempi dei vecchi floppy disk, primi veri e propri archivi digitali portatili. Dopo l’arrivo dei CD e DVD, sembrava che nulla potesse essere più capiente, ma il progresso non finisce mai di sorprendere e in pochi anni sono arrivate le memorie USB che hanno praticamente mandato in pensione qualsiasi tipo di formato fisico per l’archiviazione. A loro volta le pratiche chiavette USB e gli hard disk esterni stanno venendo sostituiti dal ‘cloud’, ovvero il sistema di salvataggio dei file via internet. In realtà anche le schede SD stanno facendo il loro dovere nel sostituire i supporti USB, grazie alle loro dimensioni davvero compatte e alla richiesta crescente di mercato.

Le schede SD sono piccolissime memorie flash che ultimamente stanno spopolando, al punto da diventare richieste quasi o più di quelle USB. Il motivo del loro successo è dovuto soprattutto a dispositivi come smartphone, tablet, videocamere, macchine fotografiche e alcune recenti console di gioco.

Inserendo la scheda SD nel dispositivo si potrà ampliare la memoria e salvare ancora più file, video, giochi o fotografie. Uno dei vantaggi delle schede SD, miniSD o microSD (ecco la lista dei migliori prodotti) sta nella possibilità di estrarle e inserirle nel laptop o PC desktop per un passaggio sicuro dei file, a patto che questo abbia la porta adeguata. Le loro dimensioni davvero compatte permettono anche di portarle ovunque con il minimo ingombro, sebbene lo svantaggio evidente sta nella loro fragilità. Ed in effetti i diversi tipi di schede SD si possono rompere molto facilmente, specialmente quando vengono estratte o inserite. Basta anche una caduta o un piccolo urto a rovinarle, quindi occorre maneggiarle con molta cura.

Quando una scheda SD inizia a dare segni di malfunzionamento potrebbe impedire l’apertura di alcuni file sul PC e di conseguenza il trasferimento. Allo stesso modo può causare l’errato salvataggio di qualsiasi formato di file, impedendo all’utente di utilizzare il dispositivo senza problemi.

Una delle soluzioni più comuni consiste nel formattare completamente la scheda, per poter ‘pulire’ la memoria. In realtà è anche possibile che non sia la scheda SD il problema, bensì il lettore del dispositivo. Per questo prima di ricorrere a rimedi più estremi come la formattazione è sempre meglio provare la scheda SD su vari dispositivi e vedere se ci sono problemi di alcun genere.

 

 

Recupero dei file

Se la formattazione è l’unica via possibile, allora la cosa più importante da fare è salvare i file presenti sulla scheda SD. Questa operazione non è proprio facile dato che richiede l’utilizzo di alcuni programmi particolari, senza i quali è praticamente impossibile effettuare il recupero. Trattandosi di software scaricabili da internet e non di programmi ufficiali dei produttori delle schede SD, il recupero potrebbe non avere un esito positivo, quindi è sempre bene provarne vari e vedere cosa succede.

Tra i più importanti troviamo il programma DiskDigger, disponibile in versione completamente gratuita e molto semplice da utilizzare. DiskDigger e simili funzionano più o meno allo stesso modo, basta inserire la scheda SD nel PC e aprire il programma. Questo dovrebbe rilevare automaticamente la scheda inserita, quindi potrete procedere subito con il recupero dei file.

Il software cercherà tutti i file eliminati, permettendovi di selezionare quelli da recuperare. Dopo aver avviato il recupero sarà necessario attendere qualche minuto e al termine dell’operazione potrete decidere su quale cartella del PC salvare i file.

I vari programmi potrebbero riuscire a recuperare tutti i dati persi o solo alcuni, dipende molto dalla scheda SD e soprattutto dal danno causato. Una volta ripresi i file potete anche decidere di formattare la scheda, cosa molto consigliata per ripristinare la memoria.

 

Scheda SD corrotta

Come abbiamo menzionato nell’introduzione, le schede SD si possono rompere molto facilmente, anche solo tenendole in tasca o in mano. La parte più sensibile e fragile è l’interruttore di scrittura che se danneggiato impedisce di memorizzare file e di conseguenza utilizzare la scheda su qualsiasi dispositivo. In questo caso non c’è altra soluzione che cambiarla.

Per prevenire la perdita completa dei file è sempre bene fare un backup di  tanto in tanto, specialmente con dati come fotografie o video. Si può provare anche ad inserirla nel PC e cercare di scoprire qual è il problema con gli strumenti di Windows, ma se questa non viene riconosciuta allora ci sarà poco da sperare. Rimane sempre la possibilità di inserirla in diversi dispositivi per capire se il problema non è nella scheda, ma nel lettore.

 

 

Nel caso la scheda SD non sia formattata con il file system FAT32, si può provare a riformattare e vedere se Windows riesce a riconoscerla.

Bisogna comunque tenere conto delle diverse schede SD presenti sul mercato e della loro classificazione. Per esempio le schede di ultima generazione in grado di catturare video con risoluzione elevata (4k o 8k) potrebbero dare qualche problema durante il recupero dei file danneggiati.

Oltre alla capacità di memorizzazione, queste schede SD di ultima generazione dispongono di un’altissima velocità di lettura e scrittura. Ovviamente i prezzi sono abbastanza alti, ma d’altronde l’acquisizione di video in UHD è al momento limitata all’ambito professionale, almeno fin quando queste risoluzioni non saranno accessibili a prezzi abbordabili.

Per riassumere quindi, i ‘trucchi’ per allungare la vita di una scheda SD sono i seguenti: spostarla il meno possibile, tenerla protetta quando la si trasporta, formattare di tanto in tanto e tenere un programma per il recupero file pronto all’uso.

Concludiamo consigliando ai nostri lettori di acquistare più di una scheda SD nel caso si memorizzino tanti file o se magari si vuole iniziare a praticare l’hobby della fotografia o del videomaking, in modo da avere sempre il modo di sostituire una memoria flash danneggiata.

 

 

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