L’evoluzione del mouse

Ultimo aggiornamento: 15.10.19

 

Sebbene le periferiche si evolvano e cambino nel tempo, il mouse rimane un osso duro da innovare… ma qualcosa bolle in pentola in casa Microsoft.

 

Ne è passato di tempo dal primo mouse inventato da Douglas Engelbart, eppure questa periferica continua imperterrita a restare indispensabile quando si tratta dell’utilizzo del PC. Certo, i laptop possono vantare un touchpad ma sfidiamo chiunque a utilizzare Windows, Linux o altri sistemi operativi con precisione senza un buon mouse. D’altronde per navigare e lavorare, il mouse è lo strumento più adatto, inoltre è un ‘must’ per tutti i gamer su PC che amano giocare a giochi strategici o a sparatutto in prima persona.

Se non vi è mai capitato di trovarvi con un mouse rotto, sappiate che gestire Windows via tastiera è un vero e proprio incubo, nonostante gli svariati comandi a disposizione. Le console di nuova generazione invece hanno abilmente sostituito il mouse con le levette analogiche dei pad, in modo da garantire una più facile navigazione dei menu e dei controlli di gioco più precisi. Niente però può eguagliare il mouse, tanto che Microsoft vuole portarlo come periferica anche sulla sua console XBox.

 

Pochissimi cambiamenti

La cosa più curiosa è che in anni e anni il mouse è rimasto fondamentalmente quasi invariato. Sebbene sul mercato ci siano modelli in forme diverse, il suo utilizzo è sempre quello: si fa scorrere su un tappetino così da spostare il cursore da una parte all’altra dello schermo e si clicca sul programma da lanciare o sulla funzione d’interesse.

Il crescente sviluppo tecnologico e la voglia innovazione non ha minimamente scalfito questa periferica e d’altronde come si dice negli Stati Uniti: ‘if it ain’t broke, don’t fix it’ ovvero ‘finché non si rompe, va bene così’.

 

 

Gli assistenti vocali manderanno in pensione il mouse?

Il mouse è così comodo che risulta davvero difficile pensare che un giorno potremmo farne a meno. Ultimamente si sta puntando molto sui comandi vocali, infatti ormai è difficile trovare un dispositivo che non ne disponga.

Gli assistenti come quello di Google, Siri di Apple o Alexa di Amazon sono comodi, ma non conferiscono ancora un controllo ‘totale’ all’utente per tutte le applicazioni, la navigazione, la scrittura e i videogame. Il nostro ‘topo’ quindi ne esce sempre vincitore su PC, sebbene qualcuno stia provando a trovare una soluzione alternativa che potrebbe rimpiazzarlo definitivamente.

 

Surface Dial

Stiamo parlando di Microsoft che da poco tempo ha messo in commercio il suo Surface Dial, un dispositivo che permette di accedere a diverse funzionalità tramite un sistema di controllo avanzato e collegamento Bluetooth LE. Il Surface Dial è un dispositivo sferico che per certi versi è molto simile al mouse, ma che per ora è particolarmente indicato per fornire dei tool utili a designer, editor e altri professionisti del settore grafico. In realtà il Surface Dial presenta anche la possibilità di alzare o abbassare il volume delle app o scorrere articoli e pagine web.

Il prodotto si può utilizzare esclusivamente via Bluetooth e viene alimentato da due batterie in formato AAA . Con un brevetto depositato chiamato ‘’Peripheral user-interface device’’ vuole provare a migliorare questa nuova periferica.

Il piano è quello di sostituire lentamente il mouse con un Surface Dial in grado di eguagliarne le funzioni e la facilità di utilizzo. Ovviamente questo dispositivo avrà tutta una serie di caratteristiche che permetteranno all’utente di interagire con più facilità con il PC. Il Surface Dial è infatti già molto apprezzato dagli artisti o dai designer che utilizzano programmi di grafica per creare le loro opere.

Se in questo campo si potrà vedere probabilmente un cambiamento, in quello del ‘gaming’ sarà davvero difficile rinunciare al mouse.

 

Campione di videogame

Il mouse infatti oltre a essere una periferica utile in ambito lavorativo, da sempre accompagna i giocatori PC nelle loro avventure. I generi più famosi per il PC, ovvero sparatutto in prima persona, giochi strategici e di ruolo hanno sempre richiesto l’utilizzo del mouse.

Negli ultimi tempi gli sviluppatori hanno integrato perfettamente anche i comandi via joypad, ma i veri PC gamer preferiscono comunque il caro vecchio puntatore e la combo con la tastiera. Se Microsoft vorrà davvero cercare di soppiantare il mouse, dovrà accontentare anche le esigenze dei gamer, la quale comunità sta vivendo e probabilmente continuerà a vivere un periodo di grande splendore e rilevanza mediatica.

 

 

La realtà virtuale

Nel campo degli e-sport, ovvero i giochi multiplayer competitivi, viene richiesta una grande precisione nei controlli che spesso viene data anche dalle periferiche che si utilizzano. I mouse da gaming in questo sono ancora ritenuti il meglio del meglio, anche se negli ultimi anni si è iniziato a ipotizzare che il futuro di questa disciplina sia nella realtà virtuale.

Il visore impiegato come mouse per potersi guardare intorno negli sparatutto in prima persona è un’idea alla quale molti programmatori VR stanno lavorando. Ancora non si è riusciti ad ottenere dei risultati particolarmente entusiasmanti, d’altronde i giochi disponibili per la realtà virtuale sono per la maggior parte abbastanza elementari e poco avvincenti.

La realtà virtuale deve anche fare i conti con i costi di produzione elevati che di conseguenza portano i visori HTC Vive e Oculus Rift a costare davvero tantissimo. Inoltre il ‘motion sickness’, ovvero la nausea causata dal visore è ancora un bel problema di difficile soluzione.

Cambiare il mouse con un visore per la realtà virtuale è interessante, soprattutto perché le reazioni dei giocatori saranno sicuramente più rapide, inoltre gli individui stessi si sentiranno inevitabilmente più coinvolti nella partita. Bisogna solo vedere se in futuro riusciranno a trovare un modo per rendere i controlli del visore più immediati e se i prezzi del VR si abbasseranno.

Il mouse però al momento è il signore incontrastato dei sistemi operativi, dei programmi e dei videogiochi per PC e sembra proprio che dovrà rimanere sul trono ancora per un bel po’.

 

 

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