Le piante come fonte energetica

Ultimo aggiornamento: 15.11.19

 

In un mondo dove i consumi stanno iniziando a diventare problematici, i vegetali potrebbero essere una soluzione per garantire un’energia ecosostenibile.

 

L’energia rinnovabile è uno degli argomenti di discussione più importanti degli ultimi anni, specialmente viste le recenti proteste riguardanti il cambiamento climatico. Noi esseri umani abbiamo inevitabilmente rivoltato il pianeta che ci ospita come un calzino, sfruttando qualsiasi risorsa possibile, al punto che tra non molto arriveremo al loro esaurimento. Ma d’altronde non si può fermare la richiesta di energia, dato che ormai la vita moderna è strettamente legata alla tecnologia.

Sarebbe davvero impensabile limitare il consumo e tornare a vivere in un mondo meno affamato di risorse, visto che sarebbe come fare un grande salto indietro, un reset totale che danneggerebbe tantissime strutture per non parlare dell’economia di intere nazioni. La soluzione non è semplice, ma è imperativo trovare un modo per limitare i danni, prima che a pagarne le conseguenze siano i nostri figli o nipoti.

 

I più giovani si attivano

Loro tra l’altro si stanno già mobilitando. Recentemente abbiamo visto le proteste studentesche alimentate dalla svedese Greta Thunberg e che hanno avuto un grande riscontro mediatico a livello internazionale. I giovani si sentono legittimati a protestare per un futuro migliore, ma in realtà dovremmo tutti preoccuparci del destino della Terra che è inevitabilmente legato al nostro.

Adesso ci sembra impossibile pensare ad un aumento del livello delle acque, comodi come siamo seduti sui nostri bei divani, ma lentamente sta succedendo. Lo scioglimento dei ghiacciai avviene in modo graduale anche se non lo possiamo vedere con i nostri occhi, parte del problema è anche il consumo energetico.

Pensiamo solo alla quantità di automobili, treni, aerei e imbarcazioni che ogni giorno e ad ogni ora viaggiano in tutto il mondo bruciando benzina e producendo inquinamento. Sebbene nelle città in molti provino a utilizzare quanto più possibile mezzi di trasporti alternativi come biciclette, autobus o metropolitana bisogna sempre contare che molte famiglie possiedono almeno una o due macchine.

La quantità di abitanti poi supera quella dei servizi di trasporto, quindi in molti per comodità, pigrizia o necessità si vedono comunque costretti ad utilizzare un automobile. Oltretutto, le piste ciclabili scarseggiano e infilarsi nel traffico con un mezzo a pedali non è mai il massimo della sicurezza, specialmente quando fa buio.

 

 

Gli spostamenti che generano smog

E per i viaggi? Viaggiare in macchina è indispensabile per tutti i pendolari che devono raggiungere clienti o aziende nelle zone industriali lontane dalle stazioni, inoltre sarebbe davvero impensabile affrontare viaggi intercontinentali senza gli aerei. La necessità dei mezzi di trasporto si può ricondurre al ritmo della società moderna dove regna ancora il detto ‘time is money’ ovvero ‘il tempo è denaro’.

È necessario arrivare subito in un luogo per poter fare affari o semplicemente per godersi un viaggio nell’arco limitato delle ferie lavorative. Il tempo è un lusso che in pochi possono permettersi, per questo la tecnologia ci aiuta in qualche modo a gestirlo con più efficacia. Ma è davvero così?

Al momento noi esseri umani siamo bloccati in una spirale che ci conduce verso l’ignoto, intrappolati nella foga delle nostre stesse azioni compiute senza interrogarci più di tanto sul perché o il come. Ma probabilmente è questa la natura dell’uomo moderno, sebbene qualcuno si stia ingegnando per cambiare le cose.

Sta facendo molto parlare di se l’imprenditore sudafricano Elon Musk e i suoi diversi progetti rivoluzionari che mirano a creare dei nuovi sistemi di trasporto, come ad esempio la Tesla Car, un’automobile completamente alimentata ad energia elettrica. Altri ingegneri di società minori invece conducono esperimenti sulle automobili alimentate ad energia solare. Al momento però questi veicoli non sono ancora alla portata di tutti, alcuni sono prototipi sperimentali, mentre altri hanno dei prezzi vertiginosi che strizzano l’occhio al cosiddetto 1% della popolazione.

 

Attingere dal sole

L’energia solare invece è già più comune, ma non tutti possono permettersi di allestire un appartamento dotato di pannelli solari, specialmente in città! Quando sentiamo parlare di case che sfruttano questo tipo di energia, solitamente sono ubicate in campagna o montagna o magari in piccole cittadine o paesi.

Il contatto con la natura del resto favorisce il rispetto dell’ambiente, al punto che alcuni stanno cercando di capire come sfruttare le piante come fonte energetica. Un gruppo di ricerca universitario sponsorizzato dall’Università di Wageningen nei Paesi Bassi ha avviato il progetto Plant-e. Si tratta fondamentalmente di uno studio condotto nelle serre per sfruttare una particolare cellula che genera elettricità dall’interazione tra le radici e i batteri.

Succede che i batteri consumano il 70% del residuo organico prodotto dalla fotosintesi, rilasciando degli elettroni che vengono assorbiti da un elettrodo posizionato da mano umana. In questo modo si produce energia elettrica in grado di alimentare diversi dispositivi, inoltre il metodo può essere applicato in diversi campi. Al momento il team guidato dalla Dott.ssa Marjolein Helder è riuscito a dare energia a un computer portatile.

 

 

Le finalità del progetto

Plant-e ovviamente mira a dare energia sostenibile alle aree verdi come ad esempio le zone umide e le risaie. Nelle città l’idea del progetto è quella di fornire i tetti delle case di una zona verde che funge da fonte energetica per l’alimentazione della rete elettrica.

Come tutti i progetti, anche Plant-e non è certo stato fatto in pochi mesi, infatti sono ben 5 anni che il team sta lavorando, brevettando la tecnologia nel 2007. Resta da vedere come questa tecnologia verrà commercializzata e soprattutto dove. C’è da chiedersi se riusciremo a vederla applicata anche nel nostro paese, dove si sa che l’innovazione non è proprio di casa ultimamente.

È molto probabile che Plant-e sarà prima dedicato a zone rurali o cittadine di paesi in via di sviluppo per poi spostarsi anche nelle altre zone del pianeta. La combinazione tra pannelli solari e questo nuovo tipo di energia proveniente dalle piante, può davvero diventare un’efficace forma eco-sostenibile. Prepariamo quindi il nostro pollice verde e se non lo abbiamo, forse è il caso di farcelo crescere per il bene del nostro pianeta.

 

 

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