L’addio ai fax della Sanità britannica

Ultimo aggiornamento: 18.11.19

 

Anche le strutture come gli ospedali dicono addio al fax: ecco le decisioni prese da paesi come la Gran Bretagna e la Germania.

 

Il fax è uno strumento che si sta cercando di eliminare un po’ dappertutto, soprattutto negli uffici e nelle aree che richiedono la tecnologia più all’avanguardia. Per questo motivo in Inghilterra si è deciso di metterlo al bando, tanto che il servizio sanitario nazionale non ne acquisterà e li metterà al bando a partire da aprile del 2020.

Il ministro della Sanità Matt Hancock ha addirittura lanciato l’hashtag #AxeTheFax, ovvero basta con i fax, per rendere ancora meglio l’idea. Ma basterà?

 

Facciamo il punto

Anche in Inghilterra, tuttavia, non mancano gli esemplari ancora attivi: sia che si tratti di un fax economico, sia costoso, ce n’è sempre uno tra cliniche e ospedali. Sì, perché non parliamo del possesso del privato, che è libero di scegliere che prodotto acquistare, quanto quello nei luoghi destinati ai servizi pubblici.

Un rapporto risalente al luglio dello scorso anno ha fatto notare che ce ne sono ben 9.000 ancora in funzione: anche se un trust (ovvero l’organizzazione sanitaria della Gran Bretagna) su dieci sostiene di non usarli, il 40% ne ha più di cento attivi.

Per contrastare questo fenomeno, il governo britannico ha stanziato ben 200 milioni di sterline, in modo da agevolare il passaggio a sistemi più avanzati come i servizi cloud e le Pec. Per quanto, però, gli sforzi siano davvero tanti, non è facile portare alcuni settori a informatizzare tutto, per alcuni motivi molto validi.

 

 

Il fax resiste

Un vantaggio che ha il fax a discapito di altri metodi di invio documenti è sicuramente la trasmissione di copie e firme che vengono riconosciute dappertutto nel mondo. Le firme digitali, da mandare tramite e-mail, e la Pec sono ancora metodi che fanno fatica a diventare i primi in assoluto.

Questo problema è valido anche per i pazienti e per gli ospedali, che preferiscono quello che appare uno strumento molto più intuitivo e veloce. Tuttavia, non pochi medici affermano di ricevere molto spesso fax destinati ad altri, con la conseguenza di ritardare la ricezione corretta di documenti da parte di chi li aspetta.

 

Il problema dei virus

Un elemento che motiva ad abbandonare dispositivi come il fax è la continua circolazione dei malware, che creano non pochi problemi alle aziende. Anche quella sanitaria britannica è stata colpita nel 2017 dal temuto Wannacry. Di cosa si tratta?

Questo virus prende in ostaggio i dispositivi e chiede un vero e proprio riscatto in criptovaluta per sbloccarli. Il suo proliferare è stato dovuto all’uso del protocollo Smb di Windows: gli hacker hanno sfruttato alcuni strumenti software che agevolano l’accesso ad alcuni computer, dopo averli rubati dalla National Security Agency degli Stati Uniti.

Per questa ragione non basta semplicemente abbandonare metodi obsoleti come il fax ma è anche strettamente necessario provvedere a installare apposite patch che prevengano e blocchino attacchi del genere. Nel caso degli ospedali non si tratta solo di impedire l’uso di alcuni strumenti ma anche del furto di dati sensibili, davvero tanti se pensiamo a quanti pazienti, purtroppo, frequentano edifici del genere.

 

Il fax nel corso dei secoli

Nasce nel 1842 con Alexander Bain, ma quello moderno deriva soprattutto dall’intervento dell’italiano Giovanni Caselli, che diede vita al pantelegrafo, uno strumento capace di trasmettere immagini di natura statica.

Questo oggetto usava un pennino per scansionare un disegno, fatto su un foglio in stagno e impresso tramite inchiostro isolante, e per inviarlo. il circuito elettrico del pantelegrafo ricevente veniva aperto e chiuso tramite una punta metallica, con il passaggio di corrente nei punti in cui c’era inchiostro e con l’interruzione nei punti in cui mancava.

Rudolf Hell, nel 1929 crea una macchina che divide ogni carattere in pixel e che trasmette considerando un pixel nero un suono e uno bianco un silenzio. La sequenza ottenuta viene poi incisa su nastro dalla macchina ricevente.

Nel ‘900 è la Xerox a creare la Magnafax Telecopier, uno strumento che poteva collegarsi alla presa del telefono e inviare un foglio formato A4 in 6 minuti circa. Grazie al Giappone, poi, il costo del fax è diminuito notevolmente verso la fine degli anni ‘80, portando all’acquisto di massa di un articolo utile un po’ a tutte le famiglie.

 

La situazione in Germania

Un altro paese sempre al passo con i tempi, la Germania, ha grosse difficoltà a evolversi digitalmente. La situazione appare abbastanza drammatica, in quanto molte aziende non possiedono neppure gli strumenti per difendersi dagli attacchi di hacker, come nemmeno un personale in grado di adeguarsi alle innovazioni del mercato.

A fronte del 79% delle società che ancora usano il fax, solo il 15% è avvezzo ormai ai social network: non parliamo però esclusivamente dello strumento fisico ma anche delle applicazioni e pagine web che consentono l’invio tramite la rete.

Un punto a favore che rende più difficile l’abbandono da parte dei tedeschi del fax online è che questo mezzo utilizza la crittografia per proteggere i documenti proprio dagli attacchi degli hacker. Inoltre non è necessario né avere un numero dedicato, né utilizzare la carta e l’inchiostro, a tutto vantaggio dell’ambiente.

Per questa ragione abbandonare un metodo consolidato, semplice e veloce diventa praticamente impossibile da chi ha instaurato un’abitudine che ritiene anche sicura.

 

 

Una via di mezzo

Per passare in toto a un altro metodo di invio di documenti è necessario effettuare dei passaggi graduali, proprio come sta facendo la Germania: obbligare chi ha abitudini che lo fanno stare tranquillo ad abbandonarle dal giorno alla notte è un’impresa praticamente impossibile.

Gli stati devono perciò introdurre le novità ma anche rispettare i tempi di acquisizione da parte delle istituzioni, degli uffici e della sanità pubblica, che cercano sempre di andare incontro al cittadino, soprattutto a quello che ha più remore nei cambiamenti.

Ben vengano dunque le leggi e i decreti, ma non deve mancare la pazienza e la comprensione verso l’utente finale, che deve essere soddisfatto e non avere dubbi riguardo alle nuove tecnologie.

 

 

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