L’abolizione del fax

Ultimo aggiornamento: 17.11.19

 

L’eliminazione del fax come mezzo per trasmettere comunicazioni importanti è ormai diventata obbligatoria, non solo grazie all’avvento delle email, ma anche per legge.

 

Risale al 2013 il Decreto Fare, secondo il quale veniva totalmente depauperata la validità del fax come documento con valore legale. Nonostante questo, l’abitudine di mandare file in questo modo è dura a morire, sia per il privato cittadino, sia per l’azienda in sé.

Anche se in Italia il passaggio è stato abbastanza veloce, ci sono ancora parecchie regioni nelle quali viene utilizzata questa modalità. Inoltre gran parte delle stampanti in commercio hanno integrata la funzione in oggetto, così che vi ritrovate anche un nuovo fax quando acquistate uno scanner o una mini fotocopiatrice.

Se per chi è solito usarlo questo non è affatto un problema, la questione è annosa per i politici, come per esempio il Movimento Cinque Stelle, che ha incluso proprio questo punto nel suo programma di governo.

 

La proposta dei Cinque Stelle

Secondo il Movimento non è possibile accettare ai tempi odierni che una tecnologia così obsoleta sia ancora in vigore, per una serie di motivi. Prima di tutto perché le comunicazioni diventano più lente e poi per il forte impatto sull’ambiente.

La loro proposta di legge ha come scopo proprio quello di eliminare l’invio del fax, anche per incrementare la produttività non solo delle aziende ma anche degli enti pubblici, nei quali spesso questo metodo è ancora in vigore.

Secondo il Movimento l’e-mail deve essere lo standard per le interazioni di ogni tipo, anche per quelle tra privato e privato.

 

 

Perché è duro a morire?

Può sembrare strano e relegato solo alle abitudini, eppure l’invio di documenti tramite fax è una pratica ancora diffusa in tutto il mondo. Le motivazioni sono varie: pensiamo che si tratta di un invio molto più formale della semplice e-mail, per cui si ha “fisicamente” in mano un foglio che, tramite lo schermo del computer non appare così tanto ufficiale.

Inoltre è un mezzo per mandare una pagina firmata molto più efficace di tanti altri: scannerizzare e inviare tramite posta elettronica è più complicato del firmare e premere il pulsante per l’invio.

 

Il Giappone in difesa del fax

Seppure si tratti di un paese tanto avanzato, è proprio il Giappone il più restio ad abbandonare il fax: si tratta infatti di un metodo molto veloce e pratico per inviare gli ideogrammi, che sarebbero più difficili da spedire dopo averli digitati sulla tastiera del computer.

Negli anni ‘70, infatti, fu proprio da qui che partì la diffusione di questa macchina, nel momento in cui le allora nuove tecnologie erano diventate accessibili a tutte le tasche.

 

Un po’ di storia

Per i più curiosi, vogliamo fare un focus su come siamo arrivati al fax, per capire l’evoluzione tecnologica che c’è stata a partire dall’800. In questo secolo Alexander Bain sviluppa il cosiddetto telegrafo stampante: questo oggetto sfruttava una punta in metallo che veniva attraversata da corrente elettrica e stampava così ciò che riceveva tramite linguaggio morse su un disco in carta, precedentemente imbevuto in una soluzione di ferrocianuro di potassio.

Grazie a questa invenzione si è potuti poi arrivare al pantelegrafo, che è il vero e proprio progenitore del fax.

Come funzionava? Utilizzava un pennino per scansionare un disegno posto su un foglio di stagno e impresso con inchiostro isolante, per poi inviarlo. Attraverso una punta metallica apriva e poi chiudeva il circuito elettrico dello stesso pantelegrafo in versione ricevente, facendo passare la corrente nei punti in cui c’era inchiostro e interrompendola nei punti in cui non c’era.

Il pantelegrafo posto a ricevere l’immagine ripeteva quindi i movimenti creando proprio una copia di ciò che veniva inviato. A scandire questa attività pensava un pendolo alto due metri, che faceva in modo che i due pennini si muovessero in maniera simultanea.

Dobbiamo però arrivare al 1929 per un’ulteriore evoluzione: è allora che Rudolf Hell crea la Hellschreiber, una macchina che riesce a dividere ogni carattere in pixel e a trasmetterlo secondo il principio per cui un pixel nero corrisponde a un suono, uno bianco al silenzio.

La “sinfonia” ricevuta dall’altra macchina incide quindi la sequenza su di un nastro. Con l’avvento dell’elettronica alla fine del 1900 è invece Xerox a farla da padrone: lancia prima la LDX e subito dopo la Magnafax Telecopier, che si connetteva alla presa telefonica ed era in grado di spedire un foglio A4 in circa sei minuti.

Da questo momento in poi l’evoluzione fa passi da gigante: i modelli prodotti sono sempre gli stessi e il calo dei prezzi porta al boom degli acquisti alla fine degli anni ‘80. L’unico cambiamento veramente importante arriva negli anni ‘90, quando si passa alle stampanti laser e a getto d’inchiostro, che sfruttano la carta comune.

 

 

Un’evoluzione in corso

Se diamo uno sguardo ai giorni nostri, possiamo quindi constatare che, nonostante si cerchi in qualsiasi modo, anche da un punto di vista legislativo, di eliminare l’impiego del fax (i migliori modelli), questo metodo di invio resta imperterrito il favorito da molti utenti.

La Pec non riesce a soppiantare una tradizione che viene anzi facilitata anche tramite tutte le applicazioni e i siti web che garantiscono l’invio di fax anche in maniera gratuita. Forse la colpa è anche un po’ delle aziende che ancora richiedono o permettono la ricezione di documenti attraverso questo mezzo, cercando di aiutare il cittadino che, di tecnologia, non ne vuole assolutamente sapere.

Più che sostituire il fax, allora, per quanto ciò sia giustificato anche da una questione di rispetto ambientale, si dovrebbe affiancare a questo dei metodi alternativi, come quelli già in vigore. Ci sono persone più avanti con l’età che, oggettivamente, hanno gravi difficoltà a passare a nuovi modi e definitivi di invio di documenti.

Venire incontro alle esigenze dell’utente è la priorità di ogni amministrazione e società che si rispetti: per questo non possiamo ancora sorprenderci se il mondo di Internet non riesce ancora a schiacciare tradizioni ben consolidate.

 

 

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