Il tramonto del tablet?

Ultimo aggiornamento: 17.08.19

 

I tablet mutuano il loro nome dalla caratteristica forma che ricorda una tavoletta, si tratta di gadget elettronici compatti che hanno visto un momento di popolarità in seguito all’introduzione degli smartphone poiché offrono un display molto più ampio mantenendo le stesse funzionalità dei loro fratelli minori. Questa caratteristica li rende perfetti, per esempio, per gli utenti che amano leggere news, navigare su internet e guardare video senza affaticare in modo eccessivo la vista.

Sul mercato, col tempo, ne sono apparsi in numero sempre maggiore, dotati di funzionalità aggiuntive o molto basilari in base al prezzo di vendita. Quelli più economici, per esempio, non hanno una fotocamera e sono privi di slot per SIM, permettendo quindi la connessione a internet solo tramite una rete Wi-Fi. I modelli più avanzati, invece, dispongono di modulo 4G e doppia fotocamera in modo da permettere anche videochiamate sia in casa sia fuori, divenendo a tutti gli effetti degli smartphone più grandi.

 

Dati di vendita

Secondo dati recenti, la vendita di questi dispositivi ha subito una battuta d’arresto, con un calo significativo pari quasi al 9%. Il motivo per cui i tablet non sembrano essere più così apprezzati potrebbe essere un calo fisiologico in seguito alla scomparsa del fattore “novità” che li aveva spinti in alto precedentemente. I consumatori, infatti, potrebbero essere maggiormente attratti dallo sviluppo costante degli smartphone, che anno dopo anno migliorano in modo esponenziale, offrendo prestazioni eccellenti, display più grandi che non risultano ingombranti e mantengono nativamente tutte le funzionalità tipiche di un telefono cellulare.

 

 

Perché acquistare un tablet?

In un mercato sempre più competitivo gli utenti si chiedono perché spendere soldi per un tablet e la risposta potrebbe non essere delle più convincenti. Considerando che per l’intrattenimento casalingo la maggior parte dei consumatori possiede già un TV o addirittura uno smart TV e per quando ci si ritrova fuori casa è più che sufficiente lo smartphone, il tablet inizia a essere oscurato e messo in disparte.

Una fascia di utenti che lo trova ancora utile, però, è quella dei genitori che vogliono intrattenere i propri figli, installando magari sul tablet alcuni giochi di attivazione mentale oppure optare per la visione di video educativi e interattivi. Si tratta comunque di un mercato di nicchia che non basta a sostenere l’intero mercato.

 

L’evoluzione del tablet

I produttori non si sono però persi d’animo, cercando di svecchiare la formula e offrire un prodotto più in linea con i tempi, che riuscisse ad abbattere le barriere tra dispositivi. Sono nati così i “convertibili”, dispositivi a metà tra tablet e notebook, in grado di fare concorrenza sia agli uni sia agli altri, invadendo fette di mercato che prima erano precluse ai semplici dispositivi smart.

Ciò che rende differente un convertibile, rispetto a un tablet, è innanzitutto la possibilità di utilizzare un sistema operativo differente rispetto ai classici Android e iOS, optando per i più performanti OS X, tipico dei computer Mac realizzati da Apple e Microsoft Windows, giunto alla versione 10, una delle più stabili e semplici da usare degli ultimi tempi.

Al sistema operativo è legata indissolubilmente l’efficienza del dispositivo, garantendo l’esecuzione di programmi appositamente pensati per l’ambito lavorativo come per esempio la suite Office che include Word, Excel e PowerPoint.

 

Differenza con i notebook

I convertibili, rispetto ai notebook in vendita sul mercato, sono molto più comodi da portare con sé dal momento che hanno un peso ridotto, garantito soprattutto da SSD meno capienti, componenti miniaturizzati e, spesso, l’assenza di una tastiera fisica collegata al monitor. Questa può essere staccata e riposta qualora non ne abbiate esigenza, rendendo quindi l’utilizzo molto più semplice e immediato. Il display, essendo touch, può essere azionato sia con le dita, come fareste con un prodotto smart, sia con una comoda penna, inclusa nella confezione o acquistabile separatamente in base al modello scelto.

 

Cosa può fare un convertibile?

Le operazioni eseguibili da questa tipologia di prodotti non sono ancora moltissime e sebbene possano essere paragonati a dei notebook mancano ancora degli elementi che li rendano adatti a carichi di lavoro impegnativi. A meno che non acquistiate uno dei modelli più costosi, dotati di almeno 8 GB di RAM e una scheda video dedicata, difficilmente riuscirete a sfruttarli per editing di video e foto, modellazione tridimensionale o l’esecuzione di videogiochi.

Si tratta dunque di un piccolo passo in avanti rispetto ai classici tablet, potrete infatti godere di uno schermo più ampio e, in alcuni casi, anche con supporto alla risoluzione Ultra HD, un’esperienza di navigazione internet e visualizzazione di contenuti multimediali più fluida e anche la possibilità di utilizzare programmi basilari come la suite Office di Windows.

Se da un lato abbiamo quindi un declino dei tablet, dall’altro c’è un aumento della vendita di convertibili, non si può quindi dire che questo formato tecnologico sia destinato a fallire. Ciò che bisognerà vedere, però, è se anche questi affronteranno un periodo di forte calo delle vendita in seguito alla scomparsa del fattore “novità”.

I produttori che hanno maggiormente investito nel campo sono i big del settore, parliamo quindi di Microsoft che ha lanciato vari dispositivi della linea Surface e Apple con iPad Pro. Non mancano però compagnie di spicco del settore che hanno deciso di inseguire il trend del momento come HP, Lenovo e Acer.

 

 

Cosa prendere in considerazione?

Gli elementi fondamentali per la scelta di un tablet convertibile sono legati all’uso che ne farete. In primo luogo vi invitiamo a scegliere il sistema operativo più adatto alle vostre esigenze, optando quindi per Android, OS X o Microsoft. Il primo si adatta agli utilizzi smart mentre gli altri due sono sicuramente preferibili in caso abbiate intenzione di usare il convertibile come se fosse un notebook.

Successivamente verificate lo spazio di archiviazione disponibile, preferendo i dispositivi dotati di SSD, acronimo che sta per Solid State Drive, e l’eventualità di ampliarlo con supporti esterni. Infine, non dimenticate mai il quantitativo di RAM di cui dispone il convertibile. Un valore minimo per un’esecuzione senza problemi della maggior parte dei programmi di base dovrebbe essere 4 GB. Seguendo questi semplici consigli riuscirete ad avvicinarvi in modo consapevole a questa nuova tipologia di prodotti, evitando così di sperperare il vostro denaro.

 

 

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