Il Terrarium, un giardino in miniatura

Ultimo aggiornamento: 18.11.19

 

Un angolo verde in casa che necessita ben poco intervento da parte vostra: ecco il Terrarium, facile da integrare in ogni ambiente.

 

Se non avete il pollice verde, ma amate molto l’idea di avere un piccolo angolo con piante in casa o addirittura sulla vostra scrivania, il Terrarium può venirvi in aiuto. Questa tecnica risale al 1800, quando il medico inglese Ward decise di collocare la crisalide di una farfalla in una bottiglia, dotata di un fondo con terreno umido.

Passato qualche giorno, si rese conto che, al suo interno, erano cresciute delle felci e dell’erba: da qui l’idea.

 

Un paesaggio in miniatura

Il vantaggio di un ecosistema in vetro come questo sta, prima di tutto, nella minima cura che richiede. Non appassisce, si innaffia una sola volta all’anno e non necessita di interventi come la potatura se non di tanto in tanto: parliamo della soluzione giusta per chi ha poco tempo o poca propensione al giardinaggio.

Come è possibile la sopravvivenza di questi ecosistemi? Di mattina producono ossigeno tramite la fotosintesi clorofilliana, mentre di notte la condensa creatasi cola, andando a nutrire il terreno. Anna Bauer e Noam Levy sono due appassionati di quest’arte, che hanno scritto un libro, nel quale descrivono ben 33 progetti che potrete realizzare con un po’ di pazienza. Illustrano infatti per filo e per segno come realizzarli, indicando le varietà di piante più indicate allo scopo e quelle di minerali e vegetali indispensabili per nutrire il terreno e fare in modo che il terrarium duri più a lungo.

Entrambi hanno creato un atelier a Parigi, Green Factory, specializzato proprio nella realizzazione di questi progetti, che viene incontro alle esigenze di chi vive in città ma ha bisogno di un angolo verde nella propria casa.

 

 

Una passione italiana

Gli appassionati di Terrarium non sono solo esteri: un esempio è Alice Delgrosso, laureata in filosofia ma da sempre con una grande passione per le piante che la ha avvicinata a quest’arte. Dal 2015 colleziona piante da interno e crea giardini in miniatura nella sua Milano, dove ha in progetto di aprire il suo laboratorio. La sua curiosità l’ha spinta a conoscere diversi hobby, tra i quali, appunto, quello di creare dei terrari, che la ha affascinata dopo un solo workshop, durato qualche ora.

Questa disciplina viene spesso associata a pratiche orientali vicine alla meditazione: si basa tutto sull’equilibrio, in quanto è necessario collocare il terrario in un luogo dove la luce non causi danni più che benefici, fare attenzione alla temperatura dell’ambiente e alla quantità d’acqua, che, se troppa o poca, potrebbe solo danneggiarlo.

La parola d’ordine è: pazienza. Ce ne vuole tanta per aspettare che le piantine crescano per cui si tratta di esercitare calma e costanza se si vuole ottenere un angolo verde in casa.

 

Un’opera d’arte

Il risultato, se siete davvero bravi, è molto simile a un’opera d’arte, soprattutto se avete combinato bene diversi tipi di piante e in maniera equilibrata. Secondo la Delgrosso non si tratta di una pratica limitata a chi ha mani lunghe e affusolate, quindi in grado di raggiungere anche il fondo di bottiglie abbastanza ampie.

Ci sono infatti strumenti appositi che permettono di lavorare e di arrivare dove è più difficile: bastoncini, pinze e speciali forbici che consentono di personalizzare il proprio terrarium senza difficoltà. Non sono neppure necessarie lauree in agraria o specializzazioni, ma una grande sensibilità, che vi aiuterà a cogliere tutti i cambiamenti di giorno in giorno.

Quest’arte sta prendendo piede pian piano in Italia, mentre in Francia è già un fenomeno diffuso.

 

 

Come realizzarne uno?

Vediamo un po’ quali suggerimenti possiamo darvi per aiutarvi a creare il terrarium dei vostri sogni. Sicuramente dovrete prima di tutto scegliere il contenitore adatto: se siete alle prime armi, possiamo suggerirvi di optare per una bottiglia dall’ampia apertura, meglio una damigiana se avete intenzione di crearne uno esteso.

Passiamo poi al terreno, che deve essere di buona qualità ed essere accompagnato da argilla espansa, carbonella e qualche pezzo di muschio. Molto importante, infine, la scelta della pianta, meglio se di medie dimensioni e in grado di adattarsi ad ambienti umidi. Un esempio è l’edera ma potreste anche optare per la felce.

Abbiamo a disposizione tutto: come procediamo? Prima di tutto puliamo il contenitore e facciamolo asciugare per bene all’aria. Riempiamo il fondo con uno strato di argilla espansa, indispensabile per regolare il drenaggio dell’acqua, e poi con del carbone vegetale, che avrà la funzione di assorbire l’umidità in esubero.

Inseriamo poi il terriccio: non troppo ma nemmeno uno strato troppo sottile, in quanto la pianta dovrà metterci le radici. Scaviamo una buca e posizioniamo la pianta scelta, poi ricopriamo le radici e collochiamole il muschio attorno.

A questo punto possiamo bagnare il terreno, prestando attenzione a non esagerare. Potete scegliere se chiudere il vostro terrarium oppure se aggiungere qualche decorazione, come sassi colorati o delle pigne, a seconda dell’ambiente nel quale intendete inserirlo.

Posizionate la bottiglia in un posto raggiunto dalla luce ma non esponetela direttamente al sole, in quanto l’eccessivo calore non ne aiuterà la crescita ma ne comporterà la morte.

Osservate cosa accade nei giorni successivi: se notate che la bottiglia è troppo appannata, meglio aprire il tappo e lasciar respirare per qualche ora il contenuto. Allo stesso modo, verificate di tanto in tanto che il terreno non sia troppo asciutto: non sempre, infatti, il tappo è in grado di impedire all’umidità di uscire. In questo caso inserite acqua al suo interno.

Se siete stati in gamba, probabilmente sarà anche necessario, di tanto in tanto, potare le foglioline in eccesso, che potrete però lasciare cadere sul terreno, che andranno così a concimare.

Un’idea intelligente è anche quella di condividere questa nuova avventura con i bambini: oltre ad avvicinarli alla natura, farà loro scoprire come le piante crescono e quali ambienti sono i migliori per aiutarle a svilupparsi.

 

 

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