Il fax è ancora vivo?

Ultimo aggiornamento: 13.11.19

 

Nonostante i decreti legge e i provvedimenti messi in atto, il fax resta ancora uno strumento usato da molti enti, persino pubblici.

 

Con il “Decreto fare” del 9 agosto del 2013, il fax è entrato ufficialmente in disuso, visto che la Pubblica Amministrazione ha escluso la trasmissione di qualsiasi documento attraverso questo sistema, a tutto favore di quello digitale.

Nato nel 1924, ha avuto il boom negli anni ‘80, quando era praticamente lo strumento più veloce per la diffusione di documenti, prima dell’avvento di Internet. Nonostante il decreto, pare che in alcune zone d’Italia la vecchia metodologia sia dura a morire: rinunciare alle abitudini è infatti abbastanza difficile, non solo per il singolo cittadino ma anche per le amministrazioni che, a volte, richiedono ancora l’invio di un fax, nonostante non abbia alcun valore dal punto di vista giuridico.

 

La situazione regione per regione

Pare dunque che il fax venga utilizzato per diverse comunicazioni e anche per atti informali, indistintamente in ogni regione, ma anche con qualche sostanziale differenza. Vediamo nel dettaglio quale sia la situazione.

 

 

In Veneto

Qui sia le comunicazioni interne, sia quelle esterne avvengono tramite un sistema centralizzato di protocollo, provvisto di firma digitale e anche di protocollo PEC. Ce lo dice Idelfo Borgo, che fa parte della Agenda Digitale della Regione.

Tutti i dipendenti, infatti, sin dal momento dell’assunzione, vengono dotati di credenziali che consentono loro l’accesso ai sistemi, come anche alla posta elettronica, e un badge con certificato per la firma digitale.

Nessun documento dunque viaggia più attraverso la carta, anzi si è addirittura dato vita a delle gare, come a quella per l’acquisizione di una suite composta da posta elettronica e dalla collaboration in cloud, accessibile a tutti i dipendenti regionali, inclusi quelli della Sanità, con un goal di ben 85.000 utenti.

 

La Puglia

Il direttore del Dipartimento dello Sviluppo economico e dell’Innovazione della Regione Domenico Laforgia afferma che in Puglia l’uso del fax è ormai limitato ai comuni più piccoli, che non hanno la disponibilità economica per completare il passaggio a Internet.

Si riscontra insomma una situazione abbastanza comune, in quanto il divario tra un centro riccamente abitato e uno di poche anime comporta anche un ritardo nell’adeguamento alle nuove tecnologie.

 

In Toscana

In Toscana il passaggio alla posta elettronica certificata si può dire completato: da ben 250 elementi nel 1998 si è infatti arrivati a circa 20 nel 2018. In particolare, negli uffici della Regione il caro vecchio buon fax viene usato solo per le emergenze o dalla protezione civile.

Restano ancora attivi, anche se utilizzati sempre meno, i LAN-Fax, cioè quelli che vengono ricevuti direttamente dal computer.

 

Il Molise

Anche se il passaggio in Molise è stato graduale, è avvenuto in maniera abbastanza veloce. Nel comune di Isernia come nel palazzo della Regione, la situazione è un po’ la stessa: si comunica ormai attraverso la Pec, al massimo si utilizzano le scansioni per direttive interne, ma il fax non esiste più neppure fisicamente.

 

Abruzzo, Umbria e Marche

Il comune di Pescara, in Abruzzo, ha precorso i tempi: quando il Decreto è entrato in vigore il fax era già un ricordo negli uffici. Tuttavia Marco Alessandrini, il sindaco, afferma di aver incontrato qualche difficoltà con alcuni enti, che ancora non applicano le nuove normative, rispondendo, per esempio, con un fax a una Pec.

In Umbria la situazione è buona: dal 2018 a oggi il numero di fax inviati è sostanzialmente diminuito, fino a coprire solo lo 0,2% del totale dei documenti. La pubblica amministrazione, tuttavia, mantiene ancora qualche fax all’interno degli uffici, in quanto i privati hanno ancora la possibilità di inviarli. Per questa ragione sono sopravvissute circa quattro linee, per ogni evenienza.

Il sindaco di Gradara Filippo Gasperi rassicura sulla situazione nelle Marche: il fax è oramai un ricordo, anche se la protezione civile è stato il fanalino di coda nel passaggio effettivo alla Pec. All’inizio degli anni Duemila, nella provincia di Pesaro-Urbino venne invece varato il progetto “carta zero”, con il beneficio di rinunciare e quindi risparmiare su carta, toner.

 

La Sardegna

Per venire incontro ai cittadini anziani, che hanno maggiori difficoltà a inviare documenti tramite email, in Sardegna è ancora attivo qualche numero di fax che permetta loro di interagire con la pubblica amministrazione.

In ogni caso, anche questi utenti dovranno presto abituarsi alla nuova metodologia, visto che presto l’uso del cartaceo sarà definitivamente eliminato.

 

In Lombardia

In Lombardia la situazione non è molto differente dal resto dell’Italia: il Consiglio regionale non ha più un numero di fax, infatti questo mezzo non compare più neppure sui documenti ufficiali. L’unico posto nel quale ancora viene utilizzato è il Corecom, ovvero il comitato regionale per le comunicazioni, dove è attivo esclusivamente per i privati.

 

Basilicata

Come accade in tutte le regioni più piccole, anche in Basilicata si ha qualche difficoltà a far migrare tutti verso le comunicazioni tramite Internet. Se, infatti, negli uffici della Regione la Pec è oramai lo strumento numero uno, in comuni meno abitati il fax la fa ancora da padrone. Un esempio sono gli uffici del protocollo, nei quali molti documenti vengono ancora inviati attraverso il vecchio metodo.

 

Emilia Romagna

Qui la Regione ha ben 169 caselle Pec, che hanno sostituito in toto il fax: tutti i dipendenti infatti possono utilizzare questo mezzo per comunicare con l’esterno, a eccezione del singolo cittadino che non ha un domicilio digitale.

L’Emilia Romagna, in realtà, è un passo avanti rispetto agli altri, dato che in rete possono gestire le domande dei cittadini non solo i comuni ma anche l’Inps e le Poste, velocizzando così i tempi di disbrigo delle pratiche.

 

 

In conclusione

Il fax ha fatto il suo tempo ma, naturalmente, chi ha una certa età ha ancora bisogno di un aiuto per digitalizzarsi al 100%. Nonostante il Decreto in vigore, dunque, le Regioni si attivano per venire incontro alle richieste di tutti i cittadini, anche di quelli che hanno maggiori difficoltà ad adeguarsi ai tempi.

Il vantaggio del mezzo informatico è però indubbio, non solo per il risparmio di carta e inchiostro, ma anche perché non si deve attendere più di tanto per avere una risposta alle proprie richieste.

 

 

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