I DSA e l’accesso all’Università

Ultimo aggiornamento: 15.11.19

 

I disturbi del neurosviluppo colpiscono molti studenti, che hanno bisogno di un sostegno in più e di regole semplificate per aderire al mondo universitario.

 

I DSA riguardano i disturbi del neurosviluppo che concernono la capacità di scrivere, leggere e anche calcolare nella maniera corretta, come deve accadere quando si iniziano a frequentare le scuole. Ne fanno parte la dislessia, ovvero la difficoltà di decodificare il testo che ne impedisce una lettura corretta e immediata; la disortografia, che impedisce di scrivere seguendo i corretti canoni ortografici e fonografici; la disgrafia, cioè la problematica nel compiere un testo scritto a causa di una disabilità motoria; la discalculia, cioè la difficoltà di comprendere i numeri e quindi di eseguire correttamente le operazioni.

Queste condizioni non devono influenzare in maniera negativa l’apprendimento e neppure bloccare il proseguimento degli studi. Per questa ragione andiamo a vedere quali sono i passi da seguire se si vuole avere accesso all’Università.

 

La diagnosi

Il primo passo da compiere è quello di presentare la diagnosi clinica, che deve essere stata redatta da una struttura accreditata presso il SSN o dagli enti accreditati dalle Regioni o ancora da professionisti qualificati.

Molto importante farsela rilasciare dopo i 18 anni di età, in quanto, secondo quanto riportato dalle Linee Guida del CNUDD, la Conferenza Nazionale Universitaria dei Delegati per la Disabilità, se il certificato è stato redatto quando si ha la maggiore età, la sua validità sarà senza necessità di revisione. In caso contrario, sarà infatti obbligatorio rinnovarla ogni tre anni.

La diagnosi deve inoltre rispondere ad alcuni criteri per essere completa: deve attenersi a quanto indicato dal Consensus Conference nel 2011, riportare gli esatti codici nosografici con l’indicazione del DSA del quale si soffre, avere le specifiche relative a ogni studente che sottolineino le sue forze e le sue debolezze.

In mancanza di tali elementi è molto probabile che il certificato non venga accettato, per cui verificate di rispondere a tutte le caratteristiche richieste, per evitare perdite di tempo.

 

 

La normativa relativa ai test d’ingresso

Con il D.M. 477 del 28 Giugno del 2017 il MIUR ha regolato le modalità e i contenuti delle prove di accesso ai corsi di laurea e di laurea magistrale a ciclo unico a programmazione nazionale.

Alla pagina 3 di questo decreto si possono leggere i diritti di coloro che sono affetti da DSA e ovvero: “I candidati con certificazione ex lege 104/1992 e i candidati affetti da DSA hanno diritto: a tempo aggiuntivo rispetto a quello previsto per lo svolgimento della prova (i candidati con certificazione ex lege 104/1992 nella misura massima del 50% e solo se ne formulano specifica richiesta; i candidati affetti da DSA sempre al 30% di tempo aggiuntivo, a prescindere da specifica richiesta); a strumenti compensativi ulteriori necessari in ragione della specifica patologia. Sono strumenti compensativi ammessi: calcolatrice non scientifica, videoingranditore, affiancamento di un tutor”.

Questo vuol dire che coloro che hanno uno dei DSA possono usare una calcolatrice per avere un aiuto in più con i calcoli matematici, un video-ingranditore per leggere meglio il testo e anche l’affiancamento di un tutor che possa essere un valido sostegno nella comprensione dei libri da leggere.

Cosa accade, tuttavia, una volta che il test è stato passato? Quali sono quindi gli ausili ai quali lo studente ha diritto durante l’anno accademico? Andiamo subito a vedere.

 

Gli ausili durante l’anno accademico

Secondo le Linee Guida del 2011, esattamente al punto 6.7 concernente “Gli Atenei”, e secondo le linee guida del CNUDD relative al 2014 ci sono strumenti ai quali lo studente può ricorrere per avere un aiuto durante lo svolgimento dell’anno accademico.

Potrà dunque usare: un registratore digitale, un PC dotato di correttore ortografico, testi direttamente in formato digitale, programmi di sintesi vocale, l’ausilio di un tutor che funga da lettore, la calcolatrice, mappe concettuali, tabelle e formulari, materiali didattici in formati accessibili e tutto ciò che può facilitare la comprensione e l’apprendimento.

Tuttavia lo studente potrà anche usufruire di alcune facilitazioni, dette anche misure dispensative, come: suddividere la prova in diverse sezioni, in modo che sia più semplice gestirla, preferire una prova orale anziché scritta, se la ritiene più facile da affrontare. Se l’esame scritto è obbligatorio, può invece verificare se il formato è di comprensione agevole o meno: per esempio, un test a risposta multipla o chiusa, a seconda delle preferenze.

Può richiedere fino al 30% di tempo in più per lo svolgimento di una prova scritta e anche che siano considerati i contenuti, piuttosto che la forma e l’ortografia, se è questo il suo punto debole.

 

A chi rivolgersi in Università

Il punto di riferimento è sempre il professore, ma se questo non è disponibile potrete fare affidamento su un tutor o un mediatore, che vi aiuti a comprendere le dinamiche più complesse e ad affrontarle nella maniera più serena.

Un elemento al quale rapportarsi è anche l’AID, l’Associazione Italiana Dislessia, che può intervenire con una delle sue tante sedi collocate sul territorio nazionale.

 

 

Qualche informazione importante

Dovrete sempre avere come elemento al quale fare affidamento l’Ufficio preposto, che ha solitamente il nome di “ Servizio per la disabilità e i DSA”, ma può cambiare di Ateneo in Ateneo.

Anche se potrete inviare online i moduli che attestino la vostra disabilità, il nostro consiglio è comunque quello di prendere contatto con la persona preposta, in modo da avere un confronto diretto ed essere sicuri che il modulo arrivi a destinazione.

Inoltre in questo modo potrete essere certi che non ci saranno problemi per i test d’ingresso o durante le lezioni, così da non dover spiegare ogni volta quali siano i vostri diritti. Per ogni dubbio è bene anche consultare il Rettore dell’Università o anche il Delegato preposto: siate sicuri di avere a disposizione il suo numero di telefono o l’email per avere chiarimenti o un appoggio in caso di necessità.

 

 

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