Hard Disk esterno, perché acquistarlo?

Ultimo aggiornamento: 15.11.19

 

Gli hard disk sono dispositivi particolarmente suscettibili a scossoni, urti e cambi di temperatura. Non è raro dunque che smettano di funzionare da un momento all’altro o inizino a rallentare in modo così visibile da rendere impossibile l’uso del computer.

Quando si hanno molti dati su un desktop o su un notebook, la soluzione migliore è sempre avere delle copie di backup, aggiornandole frequentemente, su un hard disk esterno. In questo modo vi assicurerete di non perdere mai completamente i vostri dati ma avrete sempre la possibilità di ripristinarli anche qualora doveste cambiare hard disk.

 

HDD e SSD

Sul mercato, oggigiorno, non esistono più unicamente gli hard disk, comunemente chiamati HDD. La scelta si è infatti estesa anche ad altre tipologie di unità di archiviazione, come gli SSD, acronimo che sta per Solid State Drive. Questi ultimi hanno generalmente un costo superiore a parità di spazio di archiviazione ma sono centinaia se non migliaia di volte più performanti dei classici hard disk, grazie all’utilizzo di memoria flash NAND. Un hard disk è invece più grande e costituito da piatti interni che girano e su cui sono immagazzinati i dati. Per accedervi un braccio meccanico deve selezionare il settore giusto e, qualora una di queste componenti dovesse rompersi, sarebbe impossibile accedere a tutti i dati.

Il nostro consiglio è sempre quello di prendere in considerazione anche la possibilità di usare un SSD, soprattutto se non avete limiti di budget. Tuttavia, nel caso foste obbligati a optare per un hard disk, poiché offre più spazio a prezzi contenuti, vi invitiamo a continuare a leggere la nostra guida per capire come usufruirne al meglio ed evitare deterioramenti precoci.

 

 

Come scegliere un HDD esterno

Per scegliere il vostro hard disk esterno dovrete prendere in considerazione diversi fattori, primo tra tutti lo spazio di archiviazione disponibile. Se lavorate perlopiù con file di testo dalle dimensioni contenute, acquistare un HDD da 1 TB potrebbe rivelarsi un tantino esagerato. Se viceversa avete a che fare con file video, audio, e in generale dati molto pesanti, un hard disk tra 500 GB e 1 TB potrebbe essere un’ottima scelta, soprattutto se consideriamo che i costi sono decisamente bassi.

Il secondo elemento è il fattore di forma. Generalmente gli hard disk possono essere da 3,5 o 2,5 pollici. I primi, oltre a disporre di una connessione USB, per funzionare necessitano costantemente della corrente elettrica, sono quindi venduti insieme a un cavo di alimentazione. Quelli da 2,5 pollici, invece, che risultano i più popolari oggigiorno, hanno bisogno unicamente del cavo USB per poter funzionare e sono anche molto più compatti.

Se siete interessati alla velocità di trasferimento, dovreste puntare su HDD che abbiano un modulo USB 3.0 o addirittura una porta USB di tipo C, il protocollo più recente per la connessione tramite dispositivi, usato soprattutto sugli smartphone. Verificate anche che il vostro computer desktop o il notebook abbiano porte di questo tipo altrimenti non potrete usufruire dei benefici del caso.

 

Manutenzione dell’HDD

Non bisogna mai dimenticare che lo stato di salute del proprio HDD è dato anche dal grado di attenzione e manutenzione che gli si dedica. Evitate dunque di installare qualsivoglia programma sull’hard disk esterno, lo sforzo di reperire continuamente dati potrebbe affaticarlo troppo. Durante il trasferimento file da PC evitate di effettuare altre operazioni e lasciate che il computer dedichi tutte le risorse per concentrarsi sul trasferimento, in questo modo non dovrete preoccuparvi di errori logici di varia natura che potrebbero insorgere in seguito.

Non rimuovete mai il cavo USB del disco mentre sta trasferendo dati o mentre è ancora collegato al computer, il modo più adatto è cliccare con il mouse in basso a destra sulla barra delle applicazioni ed eseguire la rimozione controllata del dispositivo. Dopo aver effettuato questo passaggio controllate che la spia sul disco rigido sia completamente spenta e solo successivamente potrete disconnetterlo dal computer.

 

Deframmentazione e analisi disco

Windows mette a disposizione degli strumenti che possono dirvi lo stato di salute del vostro hard disk, per tenerlo sempre sotto controllo. Recandovi nelle utilità di sistema potrete trovare la voce “Utilità deframmentazione dischi”. In alternativa, vi basterà cercare nel computer tramite la barra di ricerca “deframmentazione” per accedere alla scheda relativa.

Qui potrete selezionare il vostro disco (C: è quello primario, mentre quelli aggiuntivi come D:, E:, F: e così via, vengono riconosciuti non appena ne collegate di ulteriori al PC) ed eseguire una prima analisi che permetterà al computer di capire lo stato del disco. Dopo questa prima fase potrete iniziare la deframmentazione vera e propria. Durante questa operazione è molto importante che non eseguiate operazione di salvataggio o scrittura sul disco in questione.

La deframmentazione è un’operazione che va eseguita almeno una volta al mese, soprattutto se trasferite molti file con una certa regolarità.

 

 

Hard disk lento, cosa fare?

Se il vostro hard disk inizia a rallentare visibilmente, si tratta di un campanello di allarme da non ignorare, soprattutto se questi rallentamenti sono casuali e non legati ad attività che dipendono direttamente da voi. Il motivo potrebbe essere la difficoltà del sistema di raggiungere determinate aree del disco che potrebbero essere dunque danneggiate.

In questo caso è sconsigliato effettuare una deframmentazione poiché il computer potrebbe bloccarsi e costringervi a un riavvio forzato, aumentando così il propagarsi del problema. Ciò che potete fare è mantenere la calma e cercare di mettere al sicuro quanti più dati possibile. Collegate dunque l’hard disk esterno al PC e trasferite su di esso i file importanti, cercando di evitare trasferimenti molto cospicui, limitatevi dunque a blocchi da 5 GB per volta.

 

 

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