Gli smartphone e la buona vecchia tastiera fisica

Ultimo aggiornamento: 12.07.19

 

Chi ha avuto la fortuna di assistere alla nascita del telefono cellulare sa bene di cosa stiamo parlando: prima dell’avvento del touch, la tastiera era fisica ed era l’unico modo per digitare numeri di telefono e messaggi ai vari destinatari.

Si trattava della classica tastiera Qwerty, che resiste al tempo e nonostante la creazione di altre varianti. Con il passare degli e l’evoluzione tecnologica, il touch ha iniziato a integrarla, fino a poi sostituirla definitivamente.

 

I filoni presenti ai giorni nostri

Quello a cui siamo arrivati oggi è sostanzialmente un universo di smartphone con display full touch (pensiamo alla forma 18:9 del Galaxy S8 e successivi), ma d’altra parte la tendenza verte verso i pieghevoli, come il Galaxy Fold o il Mate X di Huawei.

Soffermiamoci un attimo proprio su questi due: se inizialmente l’idea di uno schermo che potesse essere ripiegato sembrava solo fantascienza, oggi possiamo dire di vedere prossimi al commercio proprio dei prodotti del genere.

Pensiamo, quindi al Galaxy Fold: è caratterizzato dalla presenza di tre schermi, uno esterno e due interni, ai quali si ha accesso una volta che si è aperto lo smartphone, proprio come fareste con un buon vecchio libro. Questo pannello prende il nome di Flex Infinity, è in QXGA+ e si estende per 7,3 pollici.

Che dire, poi, del Mate X? Anche questo modello ha un doppio schermo ma la modalità di apertura è completamente diversa. Si porta, infatti, in avanti il display posto sul retro in modo da avvicinarlo a quello principale: l’unione dei due porta a una superficie utilizzabile che raggiunge gli 8 pollici.

 

 

I dubbi e le certezze sugli schermi di nuova generazione

Non mancano tuttavia dei dubbi riguardanti proprio questi modelli, che ci fanno pensare che il perfezionamento è ancora abbastanza lontano. Per quanto concerne il Galaxy, il suo display non piace molto da un punto di vista estetico, mentre il Mate X crea il problema di uno schermo esposto ai graffi, seppure Oled e quindi più resistente.

Entrambi danno però speranza a chi ha intenzione di avere, nello stesso prodotto, uno smartphone e un tablet. Un altro dubbio sorge per quanto concerne il sistema di apertura, la cosiddetta “cerniera meccanica”, che potrebbe non resistere a una grande quantità di piegamenti.

D’altro canto, il Galaxy mette a disposizione ben sei fotocamere, il Mate quattro e non peccano entrambi di qualità per quanto riguarda i processori. Il primo è un octa-core a 64 bit, con 12 GB di RAM e 512 GB di memoria a disposizione, si serve di altoparlanti AKG, una ricarica wireless e un sensore in grado di riconoscere le impronte digitali.

L’altro ha un chip Kirin 980 e il modem Balong 5000 5G, elementi che sicuramente sono il top attualmente in circolazione. Che dire poi delle batterie? Ogni modello ne monta due, in grado di garantire un’autonomia davvero superba.

Talmente superba, da richiedere un prezzo davvero alto: circa 3.000 euro, poco più, poco meno tra l’uno e l’altro, quindi alla portata degli indefessi della tecnologia.

 

La tendenza che ritorna: la tastiera

Davanti a questo tripudio di modernità, in perfetto stile vintage che tanto impazza nei nostri giorni, ecco la controtendenza a essere in voga: il ritorno al vecchio cellulare con la tastiera. Chi non ricorda il BlackBerry? Proprio quest’azienda ha pensato a riportare in vita la Qwerty con due modelli: KeyOne e Key2. Inoltre, durante il Mobile World Congress di Barcellona, ci sono stati diversi produttori che si sono dimostrati intenzionati a ritornare alla tastiera fisica.

Ma andiamo per ordine: il nuovo Blackberry ha ben poco da invidiare ai modelli moderni, visto che ha una scocca in alluminio anodizzato e ha finiture in soft-touch. Sotto il display da 4,5 pollici compare lei, la buona vecchia tastiera, che ha qualche innovazione rispetto alle precedenti. Prima di tutto può essere programmata, proprio come quelle per i giochi, e può quindi lanciare fino a un massimo di 52 collegamenti da voi stabiliti. All’interno della barra spaziatrice, inoltre, è presente il moderno riconoscimento per le impronte digitali.

Ma c’è di più: anche se Android non è rinomato per la garanzia di sicurezza che fornisce ai propri utenti, qui c’è in dotazione BlackBerry Hub, che permette di riporre all’interno di un unico spazio tutti i contenuti che intendete tenere al riparo da occhi indiscreti.

Inoltre potrete sfruttare il sistema Root of Trust: potrete così sapere se qualcuno viola la vostra privacy e verificare se i software di terze parti utilizzano in modo inappropriato i vostri dati. Qualche dubbio crea il prezzo: circa 600 euro, una bella cifra che non tutti potrebbero essere disposti a spendere.

 

 

I modelli di prossima uscita

Planet Computer è una delle aziende che ha in programma di lanciare un cellulare con tastiera: si chiama Cosmo Communicator, ha un display interno da 5,99 pollici e uno anteriore da 2 pollici, che mostra in anteprima tutte le notifiche.

In arrivo poi anche il BlackBerry Key2 Red Edition, con uno schermo piccolo ma dotato di una tastiera molto innovativa: è infatti sensibile anche allo sfioramento, per cui permette di spostare le pagine in qualsiasi direzione.

F(x)tec si è invece ispirata al vecchio Nokia 950 per il suo Pro 1, dato che ha un’apertura a slitta, grazie alla quale emerge la tastiera, che si colloca sotto il display, trasformando il prodotto in un notebook versione mini. Il vantaggio è certamente che vince sul punto di vista estetico, rispetto ai precedenti.

Ci sono però poi anche modelli che non hanno intenzione di stare al passo con la tecnologia: pensiamo al Punkt MPo2, che ha un display piccolissimo che non indica neppure il livello della batteria o il segnale, tanto è minimal.

Nonostante questo può utilizzare il 4G e integra Wi-Fi e Bluetooth, ma tutto solo ed esclusivamente per utilizzare il cellulare come hotspot. Rispetto ai precedenti, che non scendono al di sotto dei 750 euro, questo ne costa 329: una bella cifra se pensiamo che si tratta di un modello che definire essenziale è riduttivo!

 

 

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