Come utilizzare le microspie in modo lecito

Ultimo aggiornamento: 12.09.19

 

Secondo la legge, non sempre è possibile utilizzare le microspie per acquisire audio di conversazioni in maniera anonima. Ecco i limiti sanciti per il loro utilizzo. 

 

Se avete già avuto modo di testare e provare l’utilità di un registratore vocale, che sia per piacere o lavoro, vi sarete resi conto che in taluni casi, per quanto possa essere compatto, rimane un oggetto che attira l’attenzione.

Le microspie sono invece strumenti che permettono di registrare di nascosto qualsiasi tipo di audio. Proprio per questa ragione, però, il loro utilizzo è vincolato da leggi che ne limitano l’impiego.

Esattamente per quanto è accaduto con i registratori vocali, anche le microspie hanno subito un aumento degli acquisti negli ultimi anni, anche in virtù di una sempre più pressante necessità di protezione e controllo delle proprie abitazioni.

Vediamo insieme cosa dice la legge a riguardo, cercando di sottolineare e comprendere in quali situazioni è assolutamente vietato utilizzarle. 

 

Cos’è una microspia?

La microspia è uno strumento il cui nome entra nell’uso comune solo a partire dal 1973: sta a indicare un piccolo microfono che solitamente veniva utilizzato da Polizia e dalle Forze dell’Ordine per intercettazioni, spionaggio o altre situazioni del genere. 

A quei tempi, le loro dimensioni non era ridotte come quelle attuali, ma grazie alla guerra fredda e alle innovazioni tecnologiche, proprio in quegli anni furono delineate le linee guida per i primi prototipi.

A differenza dei vari registratori vocali venduti online,  la microspia generalmente non permette di catalogare i vari file o di sfruttare altre funzioni, ma è altresì provvista di un microfono ricevitore che si collega a un trasmettitore, da cui poter attingere l’audio registrato.

Trattandosi di dispositivi solitamente incorporati negli oggetti più disparati, sono facilmente occultabili, ma tenete a mente che non sempre il loro utilizzo è consentito dalla legge, anche perché le microspie sono nate principalmente per attività giudiziarie e non per divertimento o usi personali. 

 

 

Le tipologie di microspia

Sul mercato esistono numerosissime tipologie di microspie, utili e funzionali in maniera differente. Nel corso del tempo, è stato possibile un po’ per tutti acquistare un prodotto del genere, in quanto ha perso l’esclusività iniziale. 

Per questo ogni microspia che trovate nei negozi di elettronica o sugli e-commerce non può essere catalogata in tipologie uniche. Si deve necessariamente parlare di macro categorie in cui vengono convogliati quei prodotti che hanno funzioni specifiche, date dall’evoluzione tecnologica. 

Oltre ai più disparati modelli di microspia, uno più piccolo dell’altro e quindi più facilmente occultabili, oggigiorno si può parlare anche di dispositivi con la possibilità di collegarsi al sistema GPS e quindi localizzare tramite computer, smartphone o tablet il luogo esatto in cui si trova il dispositivo.

Tra i vari modelli, quelli che garantiscono alte prestazioni sono le microspie GSM, particolarmente sensibili e facili da posizionare in qualsiasi luogo.

 

Quando è vietato utilizzarle

Nel caso delle microspie, secondo la legge in vigore, non esistono sostanziali differenze tra il loro utilizzo e quello dei registratori vocali. Ciò nonostante, considerando le dimensioni ridotte di questo dispositivo, talvolta persino nascosto nei posti più impensabili, il principio da cui si deve partire per un corretto e lecito utilizzo è l’assenza di elementi che ledono il diritto di qualunque individuo.

A tal proposito, il loro utilizzo è categoricamente vietato in luoghi privati: non potrete quindi metterle in ufficio, nello studio, oppure a casa di chi avete bisogno di registrare, poiché è illegale. 

In più, rientrano nella categoria dei luoghi vietati anche il garage di pertinenza, oppure il retrobottega di qualsiasi esercizio commerciale, il cui accesso avviene previa autorizzazione del proprietario del negozio. Si aggiungono anche gli studi professionali, poiché considerati dimora privata, in cui un soggetto svolge il proprio mestiere, e i bagni pubblici.

Infine, secondo quanto sancito da regolamenti in materia di privacy, è severamente vietato accendere una microspia allontanandosi, quindi registrando all’insaputa dell’interlocutore. 

In questo la Cassazione parla chiaro: chi registra deve lasciare delle tracce, anche solo con la voce. 

 

L’utilizzo secondo la Legge

La progettazione di una microspia, come avrete già intuito, la rende occultabile un po’ ovunque. Molte di quelle che trovate in commercio sono presenti sotto forma di penne, libri, cartucce, sveglie, smartphone e tanti altri modelli. 

L’obiettivo principale è quello di non far riconoscere con facilità che c’è una registrazione in corso. Ma il suo impiego non è più circoscritto solamente a intercettazioni, come avveniva diversi anni fa.

Uno dei vantaggi di una microspia è quello di essere talmente “micro” da essere portata un ovunque, senza occupare spazio in borsa, come potrebbe accadere con un registratore vocale. 

Il divieto nell’utilizzo è circoscritto principalmente a tutti quei luoghi considerati “privati” dalla Cassazione: ma in quali altri è possibile utilizzarla non cadendo nell’illegale? La risposta è molto semplice: tutti quelli pubblici.

Per esempio i negozi aperti al pubblico o l’interno di una vettura sono, secondo la legge, da non considerare come luoghi privati. Proprio in questi ultimi l’acquisizione audio tramite dispositivi di registrazione di suoni ambientali può quindi avvenire tranquillamente. 

 

 

Rintracciare una microspia

La caratteristica più evidente della microspia è un profilo caratterizzato da un diametro stretto e sufficientemente nascondibile. Basterebbe fare un foro di mezzo millimetro per nasconderne una, lasciandola attiva, registrando ore e ore di parlato. 

Solitamente sono molto piccole, anche se la dimensione  può variare in base a diversi fattori. 

Tra questi ultimi, un elemento che ne caratterizza e diversifica l’utilizzo è la possibilità di ascoltare ciò che viene registrato in contemporanea con un altro dispositivo.

Ma c’è anche la presenza di impostazioni che consentono di trasferire gli audio, oppure eventuali display LCD che consentono di modificare alcune funzioni come il controllo da remoto.

A differenza dagli anni ’70, in cui le prime tecnologie permettevano di nasconderle in maniera più superficiale, oggi queste microspie possono assumere svariate forme, diventando talvolta davvero impossibili da trovare. 

Per riuscire a scoprirle, esistono però strumenti elettronici che ispezionano l’ambiente rintracciandole velocemente.

 

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