Come effettuare un backup dei dati del computer

Ultimo aggiornamento: 11.07.19

 

Quando si parla di backup, ci si riferisce a una procedura atta a mettere in sicurezza i dati importanti presenti sul proprio PC, eseguendone una copia da salvare su un dispositivo diverso come per esempio hard disk esterno. L’utilità di questa procedura è elevata e garantisce la sopravvivenza di documenti, foto, video e dati personali anche qualora il vostro disco rigido inizi a fare le bizze o per qualche motivo smetta di funzionare all’improvviso.

 

Come si effettua un backup?

Esistono diversi modi e applicazioni che permettono questa procedura, tuttavia quella più semplice è sicuramente quella manuale. Per effettuare un backup manuale dei vostri dati non dovrete far altro che collegare il dispositivo di archiviazione esterna al vostro PC desktop o notebook tramite il classico cavo USB e iniziare a copiare le cartelle che desiderate salvare sul nuovo disco. Al termine della procedura avrete creato una copia di backup dei singoli file. Molto semplice e veloce per chi non deve salvare anche tutto il sistema operativo per un ripristino successivo.

Windows 10, l’ultimo OS di Microsoft, offre un backup persino delle cartelle “Utente”, all’interno delle quali vengono salvati spesso file audio, foto, configurazioni e così via. Se lo spostamento manuale non vi convince potrete affidarvi a questo strumento di Windows recandovi nelle “Impostazioni” del computer e accedere alla scheda chiamata “Account” e “Le tue info”. Qui dovrete effettuare il login con un account Microsoft e sincronizzare le impostazioni. Dopo aver fatto questa procedura le impostazioni diverranno accessibili da qualsiasi computer che sfrutti Windows 10 a patto che effettuiate prima l’accesso con il vostro account.

Se preferite il classico backup, però, Windows 10 offre anche quello: sempre recandovi nel menù delle Impostazioni, stavolta recatevi in “Aggiornamento e sicurezza” dove troverete la dicitura Backup. Cliccate poi su “Aggiungi un’unità” e scegliete il supporto di archiviazione esterno preferito, sia esso una chiavetta USB o un hard disk esterno. Cliccate su “Aggiungi una cartella” e selezionate quelle che preferite, generalmente quella che contiene tutti i dati che accumulate è “C:/utente”. Avrete così effettuato un backup tramite sistema.

 

 

HDD e manutenzione

Oggigiorno i computer desktop e quelli notebook hanno degli hard disk molto performanti e di grandi dimensioni, che spesso eccedono il terabyte. Il problema con questi ultimi, però, è dato dalla loro scarsa resistenza e la semplicità con cui possono andare incontro a una fine prematura a causa di negligenza, utilizzo errato o semplice sfortuna. Gli hard disk, o HDD, hanno al loro interno numerose parti meccaniche che funzionano in tandem come i piatti su cui vengono scritti i dati, il braccio meccanico motorizzato che si sposta sui settori alla loro ricerca e così via. Basta un urto mentre è in funzione per creare settori inaccessibili o iniziare un effetto domino che porterà, col tempo, a rendere i dati inaccessibili.

Uno dei modi per tenere sempre d’occhio lo stato del proprio disco rigido è l’installazione su PC del programma gratuito CrystalDiskInfo, in grado di restituire informazioni complete sullo stato dell’unità e permettervi di effettuare un backup dei dati prima che le cose peggiorino.

Un modo per far sì che il disco non vada incontro a morte prematura è quello di assicurarsi che sia deframmentato almeno una volta al mese. Per questa procedura non dovrete far altro che cliccare sull’icona di Windows in basso a sinistra, cercare nella barra “Deframmentazione” e cliccare su “Deframmenta e ottimizza unità”. Nella scheda successiva, analizzate prima il disco e, dopo l’analisi, cliccate su “Ottimizza”. Durante questo procedimento è sconsigliato effettuare altre attività, lasciate dunque che il computer svolga la deframmentazione completamente prima di riutilizzare il computer.

Questi sono solo alcuni dei consigli per far sì che il vostro hard disk interno non vi abbandoni prima del previsto ma non garantiscono nulla in caso di urti, cadute o temperature troppo elevate all’interno del case.

 

Supporti esterni per backup

Se avete accumulato molti dati sul vostro computer potrebbe essere arrivato il momento di acquistare un supporto di archiviazione esterno che riesca a garantirvi la loro salvaguardia anche in casi di rottura accidentale. In base alla mole di dati potrete optare per un HDD o anche SSD esterno da un minimo di 100 GB fino a oltre 1 TB.

Per capire quale dei due potrebbe tornarvi più utile è necessario fare una distinzione. Gli HDD, o hard disk, sono generalmente molto più capienti e sul mercato è possibile trovarne anche da 4 TB a un costo estremamente accessibile. Il loro svantaggio è quello di essere poco duraturi, spesso infatti vanno incontro a problemi come settori danneggiati, inaccessibili e che iniziano a diffondersi poi a macchia d’olio se non gestiti con una certa attenzione.

Gli SSD, invece, sono estremamente veloci ma a parità di spazio con gli HDD hanno un costo più elevato. Sul mercato ne potete trovare da 100 GB fino anche a 1 TB ma non sono la scelta migliore qualora vogliate un supporto di archiviazione esterno a meno che non lavoriate tutti i giorni anche con file archiviati e necessitiate pertanto un’accesso veloce a questi ultimi.

 

 

HDD esterno

Un disco rigido esterno ha solitamente un fattore di forma pari a 2,5 pollici e non necessita di alimentazione diretta alla corrente elettrica ma funzionerà immediatamente non appena lo collegherete alla porta USB del vostro computer, da cui trarrà l’energia necessaria al suo funzionamento. Fate attenzione qualora lo colleghiate a un notebook, assicurandovi che questo sia connesso alla corrente elettrica, soprattutto se avete intenzione di trasferire molti dati. Se il notebook dovesse spegnersi durante il trasferimento o la lettura di dati, anche l’hard disk ne risentirebbe, provocando quindi problemi di lettura e scrittura successivi.

Per quanto riguarda il cavo USB, assicuratevi di avere una porta USB 3.0 o una Tipo C per usufruire della massima velocità di trasferimento possibile, riducendo quindi al minimo il tempo di attività dell’HDD.

 

 

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