Australia: la rivoluzione dei pannelli solari stampabili

Ultimo aggiornamento: 11.07.19

 

Sarebbe il caso di dire “dall’Australia con ecologia!”, data la rivoluzionaria invenzione che è stata sviluppata nell’ambito delle energie rinnovabili. Ebbene sì, il Prof. Paul Dastoor, docente all’Università di Newcastle, ha creato dei pannelli fotovoltaici organici, che possono essere stampati su fogli di plastica speciali tramite delle comuni stampanti. Il processo di produzione delle celle solari avviene attraverso l’utilizzo di particolari inchiostri elettronici, che vengono fissati sopra dei fogli di plastica sub-millimetrici, praticamente su delle superfici ultrasottili.

L’invenzione è stata considerata una soluzione energetica alternativa con un impatto ambientale davvero minimo rispetto a quello dei normali pannelli fotovoltaici.

Per quanto riguarda i costi di produzione, si è stimato che le celle del professore australiano possono essere generate con meno di 10 dollari per metro quadrato e che l’installazione delle stesse può essere effettuato da poche persone in un solo giorno. Come possiamo vedere anche l’impatto economico viene abbattuto in modo considerevole.

 

La parola ai test

Il Prof. Dastoor ha sviluppato i prototipi delle celle solari nel maggio del 2017 e ora sono ancora in fase di sperimentazione in una fabbrica di pallet nella “Terra dei Canguri”. Si tratta di un’installazione enorme, che misura circa 200 metri quadrati. Se i pannelli supereranno tutti i test di efficienza tecnica e di sicurezza, nei prossimi anni, l’Australia potrà lanciare sul mercato mondiale la sua prima applicazione commerciale in ambito tecnologico.

Ciò potrebbe segnare l’inizio di un nuovo mercato per le energie rinnovabili a costi di produzione molto bassi. Infatti lo sviluppo e la lavorazione di un materiale così economico, potrà essere alla portata di tutti e consentire l’installazione domestica di un sistema di energia pulita in modo pratico e veloce.

 

 

I vantaggi delle celle stampabili

In primis le nuove celle fotovoltaiche marchiate Dastoor abbatteranno l’ingombro dei vecchi pannelli rigidi e pesanti e potranno essere installate anche su superfici curve e irregolari. Inoltre, come abbiamo anticipato, le celle potranno essere prodotte comodamente a casa, tramite una normale stampante, da molti definita “casalinga”. Il prezzo di produzione per metro quadrato sarà inferiore a 10 dollari e per installare le celle sarà sufficiente solo un minimo di manualità e di buona volontà, senza dover ricorrere necessariamente a degli specialisti del settore.

Un altro fattore molto vantaggioso da tenere in considerazione è l’eliminazione di tutti gli intermediari, quali gestori di energia, rivenditori e tecnici impiantisti, che nel tempo hanno fatto lievitare all’impazzata il prezzo di mercato dei pannelli fotovoltaici, precludendoli alla maggior parte delle famiglie. Se l’invenzione passerà tutti i test necessari e se verrà immessa sul mercato, si potrà parlare di una vera e propria rivoluzione storica nell’ambito tecnologico delle energie “green”.

 

Allarme crisi energetica!

Da anni si sente parlare di crisi energetica globale ed è sempre più imminente che la popolazione mondiale debba prepararsi ad affrontarla tramite soluzioni energetiche alternative. Il numero crescente di dispositivi elettronici che ormai fanno da padrona nella società moderna, richiedono un livello sempre più alto di consumo energetico. Tra l’altro, in questa situazione, è estremamente importante, quanto paradossale, evidenziare che miliardi di persone al mondo non hanno ancora accesso all’utilizzo dell’elettricità; in più, l’intera energia prodotta nel globo, presto non sarà più sufficiente ad alimentare tutti i dispositivi tecnologici operativi.

Messo di fronte a tale problema, il Prof. Dastoor ha fatto una giusta riflessione, spiegando che la soluzione ideale può essere lo sfruttamento intelligente di una risorsa che è alla portata di tutti ovvero il sole. Il ricercatore ha rimarcato l’importanza della fonte solare, che è in grado di fornire tutta l’energia di cui abbiamo bisogno nel quotidiano, solo che la ignoriamo e non la sfruttiamo. Per questo il suo ragionamento ha dato origine a un’idea, che ha trovato sviluppo nella rivoluzionaria invenzione dei pannelli fotovoltaici stampabili.

Il concetto di funzionamento delle celle è semplice e si traduce nel catturare quanta più energia solare possibile sfruttando ogni tipo di superficie come: tetti, automobili, giardini, tettoie, terrazze, ecc. (grazie alla loro proprietà flessibile di applicazione). In definitiva, ogni tipo di superficie sfruttabile può essere trasformata in una piccola o grande centrale fotovoltaica a seconda dell’area ricoperta e immagazzinare energia solare per poi trasformarla in elettricità.    

In realtà l’invenzione del professore australiano è una modifica importantissima che andrà a migliorare in modo significativo la tecnologia dei vecchi pannelli fotovoltaici, rigidi, pesanti, ingombranti e impegnativi in termini di manutenzione e di smaltimento.

 

 

Stampa la tua energia!

L’evoluzione delle stampanti nel corso del tempo ha compiuto passi da gigante; se solo pensiamo al fatto che oggi è possibile stampare oggetti in 3D, significa che abbiamo abbattuto il muro delle due dimensioni su carta e che siamo riusciti a materializzare forme che da degli input digitali prendono vita materiale a 360°. Sulla scia di questa idea, il Prof. Dastoor è riuscito a commutare il concetto di pannello fotovoltaico, ripulendolo da tutti gli elementi materiali superflui e trasformandolo in una forma più snella e immediata di sistema di stoccaggio energetico.

Se il progetto passerà i test, tutti coloro che sono interessati a passare a un impianto fotovoltaico più ecocompatibile e a risparmiare sulla bolletta della luce, avranno finalmente modo di farlo. Sarà possibile sfruttare una nuova energia rinnovabile semplicemente rivestendo la propria automobile o il tetto di casa. Ognuno potrà provvedere al proprio fabbisogno energetico senza dipendere dai costi di mercato delle grandi aziende che vendono energia elettrica.

Tutto ciò suona un po’ come un’utopia e sicuramente bisognerà fare i conti con i conflitti di interesse e i business delle multinazionali. Non resta altro che attendere e rimanere aggiornati sugli avvenimenti, augurandoci che questa invenzione rivoluzionaria riesca in primis ad ottenere l’ok per la produzione e in secondo luogo a vedere la luce ritagliandosi una buona fetta di mercato.

 

 

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