Anche i giovani rimpiangono la carta e la penna

 

Durante gli ultimi Esami di Stato di terza media ci sono stati alcuni problemi tecnici che hanno reso più difficile, per gli studenti, compiere in un tempo limitato i quesiti da svolgere. A Bologna, per esempio, in una scuola media i test sono partiti in ritardo, in quanto il software del PC dell’Istituto non riusciva a mettersi in contatto con quello Invalsi.

La stessa problematica hanno avuto altri studenti, che non sono riusciti ad accedere alle prove a causa di un problema del sistema, per cui alcuni hanno terminato gli esami anche dopo le 15. A questo si uniscono computer molto datati, connessioni lente e aule informatiche non all’avanguardia: insomma l’esordio delle prove Invalsi a scuola media tramite il computer ha avuto un bel po’ di problemi.

 

Il sondaggio di Skuola.net

Questo portale, sempre attento alle esigenze degli studenti, ha dato vita a un sondaggio, secondo il quale in tre casi su quattro non ci sono state difficoltà da un punto di vista informatico. Eppure molti allievi avrebbero preferito continuare a svolgere i test alla vecchia maniera, con carta e penna, nonostante siano ben avvezzi alla tecnologia.

Questo sondaggio ha visti coinvolti 4.500 studenti di terza media, tra i quali 2.500 avevano già iniziato le prove.

Come mai sono stati scoraggiati dal nuovo metodo? Probabilmente perché, come ha fatto notare la Gilda, non ci sono computer per tutti.

Pare infatti che solo il 40% degli studenti intervistati affermi che la propria scuola sia dotata di aule informatiche tali da garantire l’accesso a tutti. Purtroppo la conseguenza è che il 23% dei restanti dovrà eseguire il test in gruppo e il 13% dovrà trasferirsi in un’altra struttura per riuscire a completare la prova. Anche per questa ragione sono state organizzate nell’arco di due settimane e con una durata di 90 minuti.

 

 

La carta e la penna vincono ancora

Parlando più in generale e nonostante l’evoluzione continua della tecnologia, la carta e la penna restano le basi fondamentali per tenere allenato il cervello. Lo conferma uno studio condotto dall’Università norvegese di Scienza e Tecnologia: questa pratica è in grado di migliorare il rendimento scolastico perché stimola il senso critico.

Le aree cerebrali messe in moto quando si scrive a mano sono le stesse che si attivano quando si pensa o si parla. Eliminare il tablet o lo smartphone, per lo meno a scuola, può quindi aiutare gli studenti a sviluppare meglio i neuroni che, in caso contrario, andrebbero a morire. Non solo, perché il processo di utilizzo della penna è molto più lento di quello di battitura: per questo chi scrive allo stesso tempo elabora ciò che vede o ascolta, mentre la digitazione è un procedimento passivo, che non stimola il cervello.

 

La rivoluzione made in Usa

Il problema non riguarda solo gli studenti impegnati con gli esami di terza media o superiori ma anche gli universitari. Pare infatti che, nelle facoltà in cui è prevista la presenza dei computer, questi vengano utilizzati per lo più per connettersi ai social network, distraendo gli allievi.

In America c’è chi ha preso i primi, seri provvedimenti: David Cole, professore di legge alla Georgetown University, ha deciso nel lontano 2006 di vietarne l’uso agli studenti durante le sue lezioni. Alla sua mossa sono seguite quelle di altre università americane, che hanno applicato lo stesso divieto: un esempio sono l’American University e la University of Virginia. La decisione è stata prontamente contestata, perché vissuta come un salto indietro nel tempo, visto che i laptop erano considerati come una delle innovazioni più utili.

Nonostante questo atteggiamento inizialmente contrario, a distanza di qualche settimana, gli studenti hanno verificato di essere molto più attenti alle lezioni rispetto a prima e hanno ammesso di aver effettivamente usato il laptop per scopi diversi dal semplice prendere appunti.

 

Non la pensa così la Finlandia

La Finlandia si trova esattamente sul fronte contrario: qui infatti, sin dalle elementari, è stato sostituito il vecchio metodo della carta e penna con computer e tablet. Gli studenti utilizzeranno infatti questi supporti per prendere appunti.

Pensiamo che la Finlandia è in cima alle classifiche quando si parla di educazione e istruzione: oltre il 90% dei cittadini ha il diploma superiore e i docenti sono i più preparati d’Europa.

E in Italia? Anche se gli insegnanti di vecchio stampo non gradiscono la sostituzione della carta e della penna per gli appunti, l’informatizzazione delle aule è ormai in corso. Questo non vieta, a chi predilige la tradizione, di lasciare spento il computer e scrivere ciò che il professore dice.

 

 

Cosa giova di più?

Indipendentemente dall’evoluzione tecnologica, secondo uno studio dell’Università di Princeton, chi prende ancora appunti con carta e penna sceglie la via migliore. Annotare infatti i dati a mano aiuta a memorizzarli e quindi è più semplice ricordarli in seguito.

Che metodo hanno usato gli scienziati per capire questo? Hanno suddiviso una classe in due gruppi: al primo è stato dato un laptop, al secondo carta e penna. Sono stati portati a una conferenza ed entrambi hanno preso appunti.

Alla fine, i ragazzi sono stati interrogati ed è risultato che, se la domanda concerneva concetti da tenere a memoria, entrambi i gruppi sapevano dare la risposta. Se, invece, si voleva approfondire l’argomento, solo chi aveva preso appunti sulla carta era in grado di spiegare meglio la situazione. Gli studenti che hanno usato il laptop, infatti, non hanno fatto altro che trascrivere le parole dette, mentre chi ha scritto è dovuto essere maggiormente selettivo e quindi ragionare su cosa scartare e cosa no.

Nonostante l’uso del laptop consenta, quindi di accumulare una quantità maggiore di informazioni, perché più veloce, il metodo tradizionale permette di memorizzare più concetti, rivelandosi quindi il vincitore.

 

 

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